303 CONDIVISIONI
Covid 19
18 Ottobre 2021
09:52

Il virologo Burioni spiega perché non abbiamo ancora una cura contro il Covid

Roberto Burioni ha spiegato a Che tempo che fa? perché è così difficile avere dei farmaci contro il Covid: “Per comprenderlo bisogna capire come funziona una cura contro una malattia infettiva. Perché la cura funzioni bisogna disporre di qualcosa che concettualmente un veleno selettivo, che uccide questo agente ma non fa del male al paziente, altrimenti non è utilizzabile. Il vaccino rimane sempre un elemento fondamentale per sconfiggere la pandemia”.
A cura di Ida Artiaco
303 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Covid 19

"Perché non abbiamo una cura contro il virus che causa il Covid? Perché non abbiamo cure contro virus che conosciamo da 70 anni come quelli che causano il morbillo, la poliomielite, la parotite, la rosolia, l'epatite A? Non abbiamo una cura neanche contro il virus del raffreddore, perché è così difficile?". A questa domanda ha cercato di rispondere Roberto Burioni, virologo del San Raffaele di Milano, intervenendo con la sua consueta lezione nel corso della trasmissione Che tempo che fa? andata in onda ieri sera su Rai 3. Secondo l'esperto, "per comprenderlo bisogna capire come funziona una cura contro una malattia infettiva. Quando c'è una malattia infettiva abbiamo da una parte l'ospite, che è l'uomo, il paziente, e dall'altra c'è l'agente infettivo, quindi il virus o il batterio. Perché la cura funzioni bisogna disporre di qualcosa che concettualmente è un veleno selettivo, che uccide questo agente ma non fa del male al paziente, altrimenti non è utilizzabile".

Burioni ha proseguito passando in rassegna alcuni farmaci anti batterici che abbiamo a disposizione e spiegando che i batteri hanno quella che viene definita "parete batterica" all'esterno, senza la quale muoiono. "Noi quella parete non ce l'abbiamo, le nostre cellule non la possiedono. E allora se noi abbiamo un farmaco che colpisce questa parete batterica, ne abbiamo uno che fa male ai batteri ma non all'uomo e che si chiama pennicillina, che ha salvato milioni di vite. Ma mentre il batterio è un essere indipendente da noi, il virus al contrario entra nelle nostre cellule e usa le nostre risorse per replicarsi. E quindi se noi blocchiamo la sintesi delle proteine del virus, in realtà blocchiamo anche quelle del paziente. Ed è un guaio: il fatto che il virus sfrutti le nostre risorse per replicarsi chiaramente limita molto le possibilità di trovare un veleno selettivo", ha proseguito.

Tuttavia, non è una partita persa quella con il virus. "I virus hanno un tallone d'Achille – ha concluso Burioni -. Per esempio, il virus che causa il Covid ha un genoma diverso dal nostro, cioè la parte che custodisce l'informazione genetica delle cellule. Nel caso dell'essere umano è fatto da Dna, mentre nel caso del virus è fatto da un altro acido nucleico che si chiama Rna. Nelle nostre cellule c'è il sistema che replica il Dna, ma non c'è quello che replica l'Rna. È il virus che porta dentro le cellule qualcosa che replica l'Rna che alla cellula non serve. Questo è il possibile bersaglio del veleno selettivo. La cellula non deve replicare l'Rna. Se troviamo qualcosa che blocca la riproduzione dell'Rna facciamo del male solo a virus. È il caso del Morlupiravir che blocca la replicazione dell'Rna. Ci sono speranze per questi farmaci che sono difficili da mettere a punto ma la strada che stiamo percorrendo è quella giusta". Infine, l'esperto ha sottolineato che nessun farmaco antivirale riduce comunque l'importanza della vaccinazione: "Non vaccinarsi perché c'è un farmaco antivirale è come guidare in maniera imprudente perché tanto c'è una buona carrozzeria che ci può riparare la macchina. Il vaccino rimane sempre un elemento fondamentale, specialmente se è sicuro ed efficace come quelli che abbiamo, per sconfiggere una pandemia".

303 CONDIVISIONI
28425 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni