Il papà di Manfredi, sopravvissuto a Crans-Montana: “Sa che adesso è a Roma, non vede l’ora di tornare a vivere”

Sabato pomeriggio Manfredi Marcucci, il sedicenne sopravvissuto alla strage di Crans Montana, ha lasciato l'ospedale Niguarda di Milano per raggiungere il Gemelli di Roma. Il percorso ospedaliero del giovane studente romano non si è ancora concluso ma almeno lui è la sua famiglia sono riusciti a rientrare, dopo più di due mesi, nella loro città.
Nel frattempo le indagini della Procura vallese continuano e proprio oggi è stato reso noto che sono finite nel registro degli indagati altre 5 persone oltre ai due proprietari del Constellation, i coniugi Jacques e Jessica Moretti. Il mirino degli inquirenti si è infatti allargato verso l'amministrazione locale, perciò è finito sotto indagine anche il sindaco di Crans Montana Nicolas Féraud. "Dopo due mesi finalmente stanno andando un pochettino anche a scoprire dei gangli che invece prima erano un po’ chiusi", ha dichiarato questa mattina Umberto Marcucci, il Manfredi Marcucci, uno dei sopravvissuti.
E proprio riguardo ai coniugi Moretti, il papà di Manfredi ci tiene ad aggiungere: "Non ci ha fatto piacere evidentemente il comportamento dei coniugi Moretti. Jessica Moretti era all'interno del locale ed era l'unica a sapere dove fosse l'estintore, poteva prenderlo e spegnere l'incendio".
Le condizioni di Manfredi, ferito a Crans-Montana
Lo stato delle ustioni riportate dal ragazzo a causa dell'incendio sembra essere sotto controllo, adesso bisognerà procedere con delle medicazioni e in futuro valutare la fisioterapia e il laser. Adesso invece andrà analizzata dagli specialisti del Gemelli la lesione tracheale che gli è stata provocata dall’inalazione di fumi e dall’intubamento effettuato in emergenza la notte di Capodanno. "Lo visiteranno e vedranno qual è la cosa da fare per risolvere in modo definitivo la situazione" ha spiegato il padre del ragazzo all'ingresso del nosocomio romano.
Manfredi dal canto suo spera di poter tornare presto a scuola e rivedere i suoi amici. "Sa di essere di nuovo a Roma ma al tempo stesso non può ricevere visite – racconta il padre – ha capito qual è la situazione, è collaborativo e sempre forte ma non vede l'ora di uscire".