Il papà di Elsa, ferita a Crans-Montana: “È sveglia ma resterà in Svizzera: qui la stanno curando bene”

È l'unica italiana, tra i giovani e giovanissimi superstiti della strage di Capodanno a Crans Montana, ancora ricoverata in Svizzera. Ma le condizioni di Elsa Rubino, 15 anni, di Biella, "sono ancora critiche – rivela il padre Lorenzo a Fanpage.it – e non consentono alcun trasferimento imminente". La ragazza, rimasta intrappolata insieme a centinaia di coetanei nel rogo divampato all'interno del locale Le Constellation la notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio, mostra però timidi segni di ripresa.
"Nei giorni scorsi ha aperto gli occhi e ci ha riconosciuti", conferma Lorenzo, che insieme a Isabella, mamma di Elsa, assiste la figlia giorno e notte. Accanto alla gioia per questo passo avanti resta però la forte preoccupazione: "Questa presa di coscienza – aggiunge Rubino – può essere un'arma a doppio taglio". Le primissime settimane dopo la tragedia, infatti, Elsa da semi-sveglia aveva solo pianto e nei prossimi mesi dovrà affrontare un trauma che sarebbe enorme per chiunque, figuriamoci per una 15enne.
La priorità, tuttavia, restano le condizioni fisiche, dal momento che la ragazza presentava ustioni sul 57% del corpo. Condizione a cui si è sommata un'infezione batterica intestinale che ha inevitabilmente rallentato il processo di cura: "Dovrà presto subire un nuovo intervento – spiega il papà – e per ora l'intestino rimane fermo".
Un quadro clinico, quello di Elsa, che non darebbe possibilità, per ora, al trasferimento in Italia, precisamente a Torino, dove nelle scorse settimane sembrava attesa. "Non ci sono proprio le condizioni – ribadisce Lorenzo -, ma siamo soddisfatti di come la stanno curando qui a Zurigo: i medici sono molto bravi e la conoscono come se fosse nata in questo ospedale".