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Omicidio Saman Abbas

Il padre di Saman Abbas dal carcere accusa lo zio: “Dica la verità su chi ha ucciso mia figlia”

Shabbar Abbas punta il dito su suo fratello Danish Hasnain (cioè lo zio della vittima) invitandolo, insieme ai cugini Nomanhulaq Nomanhulaq e Ikram Ijaz, a “dire la verità”. Secondo lui, la sera del delitto erano presenti anche loro.
A cura di Davide Falcioni
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Continua a dichiararsi innocente e a negare categoricamente di aver ucciso, insieme alla moglie, la figlia Saman Abbas. Il padre della 18enne pakistana, assassinata tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara, torna a parlare dal carcere e lo fa per chiedere giustizia. Shabbar Abbas accusa anche il fratello Danish Hasnain (cioè lo zio della vittima) invitandolo, insieme ai cugini Nomanhulaq Nomanhulaq e Ikram Ijaz, a "dire la verità". Secondo lui, la sera del delitto erano presenti anche loro.

Il 19 aprile, prima del deposito delle motivazioni della sentenza della Corte di assise di Reggio Emilia che ha condannato lui e la moglie Nazia Shaheen all'ergastolo, lo zio Danish a 14 anni e assolto i cugini, Shabbar Abbas aveva chiesto di parlare con gli inquirenti di Reggio Emilia, per rilasciare nuove dichiarazioni spontanee. "Voglio sapere chi ha ucciso mia figlia", ha ribadito in quella circostanza l'uomo davanti al procuratore Gaetano Paci e agli investigatori dei carabinieri reggiani, con l'assistenza di un interprete e dei suoi avvocati Enrico Della Capanna e Simone Servillo. Shabbar ha affermato di sospettare dei tre parenti: "Quando ho sentito in Pakistan che loro erano scappati tutti e tre, allora io ho capito che sono stati tutti e tre, non ci sono dubbi". Ha aggiunto tuttavia di non sapere chi ha fatto cosa: "Perché non dice la verità Danish? Lui sa tutto", ha detto il padre della vittima.

Saman Abbas
Saman Abbas

Parlando di quanto successo il 30 aprile 2021, Shabbar Abbas ha affermato che, quella sera, aveva dialogato al telefono con il fratello Danish Hasnain. Il piano era quello di "dare una lezione" al fidanzato di Saman, Saqib, che di lì a poco sarebbe andato a prendere la giovane. A Danish "ho detto di non picchiarlo così forte da far venire un'ambulanza, ma di picchiarlo per spaventarlo". Secondo le dichiarazioni del padre, Danish gli avrebbe confermato che se ne sarebbe occupato insieme ai cugini. Shabbar quindi sarebbe uscito di casa con Saman e la moglie Nazia Shaheen.

Secondo il suo racconto, solo la madre e la figlia avrebbero continuato insieme, perché la 18enne non voleva che il padre vedesse chi la veniva a prendere. Abbas ha poi spiegato di non aver più visto né sentito nulla e di aver saputo della morte della figlia solo quando era già in Pakistan, dopo essere partito il 1° maggio. A quel punto i legali gli hanno domandato il motivo per cui non sarebbe tornato in Italia in quel momento. La risposta dell'uomo è stata: “Ho ricevuto minacce da parte di un parente del cugino Ikram e temevo per l'altro figlio rimasto in Italia”.

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