Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un imprenditore:

"Cara Redazione di Fanpage, Mi chiamo Pablo e sono titolare di una microimpresa che lavora nel campo della grafica e della stampa digitale a Santa Teresa di Riva (ME). La mia attività e ferma dal 11 marzo per via del DPCM del Governo, mi avvalgo della collaborazione di due dipendenti che ho potuto collocare in CIG, ed io ho fatto richiesta del bonus autonomi che ho ricevuto puntualmente, bonus che è bastato solo per pagare l'affitto di marzo. La mia società, costituita nel gennaio del 1997, nel 2018 ha avuto ricavi per 110.667,00 e negli anni la media e sempre stata tra 90.000,00/120.000,00.

La chiusura forzata per via del Covid 19, come a tanti, ha impedito di produrre quella risorse necessarie per far fronte ai costi di gestione che mensilmente sosteniamo. Nel comprendere il periodo tragico in cui è piombato il paese, per via di questa guerra sociale, che non vede perdere solo vite umane sul campo, ma anche morire attività imprenditoriali con conseguente perdita dei posti di lavoro; ci saremmo aspettati dallo Stato un aiuto concreto per ripianare le perdite del periodo di chiusura, un fondo perduto come è avvenuto in altri paesi: Germania, in Francia, in Svizzera etc, aiuti automatici senza cavilli legislativi, senza troppe burocrazie e invece nel DL Liquidità il Governo decide di dare dei prestiti da restituire, di importo fino a max €25.000,00 o il 25% dei ricavi come risulta dalla Dichiarazione dei Redditi 2019 redditi 2018, con la garanzia dello Stato per le piccole imprese al 100%, senza la valutazione del merito creditizio.

Lasciano intendere che se ti presenti in banca è hai tutti i documenti, con la garanzia statale del 100% puoi avere la liquidità in un giorno. Falso possono averla tutti, tranne quelle attività che hanno sofferenze prima di gennaio 2020.
E' possibile che in un momento drammatico come questo, dove c'è il rischio di chiudere e perdere posti di lavoro, un governo non sia in grado di tutelare tutti.
Perché mettere certi paletti? La mia attività è segnalata in centrale rischi con sofferenza dal 2011 con la conseguenza che siccome risulti un appestato ti vengono revocate tutte le linee di credito, il tuo rating peggiora e il debito nel sistema aumenta. Ciò è accaduto anche per via della crisi di allora e di qualche scelta o investimento sbagliato, ma la mia società non ha chiuso, si è rimboccata le maniche è ha continuato a lavorare, con non poche difficoltà e riuscita ha ridurre il debito.

Torniamo ad oggi, alla mia società la liquidità di due mesi di lockdown, chi la restituirà?
Come posso fare io senza ricavi a far fronte ai costi fissi, fornitori, servizi etc?
Anche Mario Draghi, che sicuramente non rappresenta il mondo della piccolissima imprese, anzi, in un articolo sul Sole24ore del 25 marzo ha fatto un ragionamento preciso in cui spiegava come bisognasse salvaguardare ogni singolo posto di lavoro, aiutando le imprese con un immissione di liquidità garantita dallo Stato senza precedenti, aumentando il debito pubblico, senza valutare i rischi, perché questa è una Guerra.

E il Governo cosa fa? Non riesce a garantire a noi piccoli, un prestito non un fondo perduto, un prestito senza condizioni.
Sono molto amareggiato, deluso, stanco di lottare contro tutti, se non avessi i miei due figli l'avrei fatta…….

Ho deciso di scrivervi perché ancora credo in questo Paese che è meravigliosamente bello, ricco di intelligenze, carico di solidarietà, con un tessuto sociale forte, lo abbiamo visto in queste settimane in cui degli eroi hanno deciso di rischiare la propria vita consapevolmente, per salvare quella degli altri, perché fedeli al giuramento fatto.
I nostri governanti dimostrino che anche loro, con le loro azioni ci tengono, sono attenti e vicini ai problemi del paese, come all' inizio da loro stessi dichiarato: nessuno verrà lasciato solo. Io mi sento solo e sono sicuro che in questo momento come me tante altre persone, che hanno le loro aziende con sofferenze, ma le cui aziende sono ancora vive, hanno dipendenti, fanno reddito, anche noi dobbiamo essere aiutati, altrimenti si chiude, altrimenti si perdono tutti i sacrifici fatti in tanti anni di lavoro.
Grazie e scusate lo sfogo.