video suggerito
video suggerito
Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Il giallo delle consulenze del 2016 su Garlasco, Lovati: “Incontrammo Garofano in hotel e facemmo tampone a Sempio”

A Fanpage.it l’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, chiarisce tutto sui tempi della consulenza della difesa di Alberto Stasi nel 2016 e cosa è successo: “Quando ho dato l’incarico a Luciano Garofano, il 30 dicembre del 2016, siamo andati a Piacenza in un hotel con Andrea Sempio: gli ha preso il tampone”.
A cura di Giorgia Venturini
5 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Su cosa si basa l'ipotesi di corruzione nei confronti dell'ex pm Mario Venditti e di Giuseppe Sempio è ancora tutto da chiarire. Bisognerà attendere la chiusura delle indagini (e forse un eventuale processo) per capire una volta per tutte cosa ha in mano la Procura di Brescia. Al momento si sa che per gli inquirenti l'ex procuratore avrebbe "ricevuto una somma indebita di denaro, nell'ordine di 20-30mila euro, per favorire Andrea Sempio nell'ambito del procedimento penale di cui era co-titolare in qualità di procuratore aggiunto della Repubblica".

Era il 2017 quando Venditti ha chiesto e ottenuto dal gip l'archiviazione di Andrea Sempio, oggi indagato per l'omicidio di Chiara Poggi in concorso con ignoti o con lo stesso Alberto Stasi. Veramente Giuseppe Sempio avrebbe pagato l'ex pm per favorire l'archiviazione? Sono in corso tutti gli accertamenti del caso.

Al momento si sa che le indagini si stanno concentrando sulle intercettazioni ambientali tra la famiglia Sempio e su conversazioni scambiate in macchina soprattutto prima e dopo l'interrogatorio di Andrea Sempio in Procura a Pavia nel 2016. Ma gli investigatori vorrebbero anche capire come sia possibile che nelle mani dell'allora consulente della difesa di Sempio, Luciano Garofano, sia finita la consulenza della difesa di Alberto Stasi (la prima che parlò del DNA di Andrea Sempio sulle unghie di Chiara Poggi) subito dopo essere stata depositata e prima che fosse a disposizione delle parti. Nel dettaglio la Procura sta facendo accertamenti su questo: "Tra gli elementi su cui occorre fare chiarezza, vi è la accertata disponibilità da parte dei Sempio della consulenza del ct Linarello prima che essa fosse oggetto di discovery – atteso che è stata consegnata al loro ct Gen. Garofano in data 13.1.2017- e vi è dunque la necessità di ricercare chi ne abbia avuto la materiale disponibilità in quel periodo, verificando se essa fosse memorizzata negli apparati informatici in sequestro e se essa sia stata inviata a terzi a mezzo di canali informatici". Ma ricostruiamo passo per passo quanto successo in quei giorni.

Stando a quanto riferito da fonti di Fanpage.it, il genetista Pasquale Linarello ha consegnato la relazione agli avvocati il 9 dicembre 2016 e i legali l'hanno depositata in Procura a Pavia (dopo averla depositata anche a Brescia) il 23 dicembre. C'è anche l'esposto della mamma di Alberto Stasi. Gli avvocati a questo punto hanno fatto una conferenza stampa ma senza fare il nome di Linarello e tanto meno di Andrea Sempio. Ma era questione di ore.

Il 30 dicembre 2016 la difesa dell'indagato ha incontrato il consulente Luciano Garofano, nonché ex generale del Ris di Parma, che ha prelevato il DNA di Sempio. A gennaio poi, sulla base della consulenza di Linarello, viene incaricato ufficialmente dai legali di Sempio tramite due email: il lavoro era di eseguire una propria relazione dopo aver letto quella della difesa di Stasi. La Procura si chiede come sia possibile che questi documenti siano finiti nelle mani della difesa di Sempio quando non erano ancora a disposizione delle parti? A Fanpage.it lo ha spiegato l'ex avvocato – legale di allora – di Andrea Sempio, Massimo Lovati.

"A dicembre – spiega Lovati – già ce l'avevano tutti. Quando ho dato l'incarico a Garofano, il 30 dicembre, siamo andati a Piacenza in un hotel con Andrea Sempio: gli ha preso il tampone. Ma non gli ho dato nulla, nessuno documento. Lo sapevano però tutti: erano già usciti giorni prima i giornali facendo il nome di Sempio. Di che segreto istruttorio parliamo? Se ce li hanno i giornali non li devo avere io? Non sono tenuto a dire chi mi ha dato la consulenza Linarello, ma l'avevano tutti. Ma non ho dato nulla a Garofano il 30 dicembre, gli atti glieli ho girati con una email successiva. Quella del 13 gennaio. La sua relazione è stata fatta il 27 gennaio. Io l'ho tenuta nel cassetto, non l'ho depositata e adesso continuano ad andarmi addosso per questo. Ma io non l'ho depositata perché non c'era nessun bisogno di depositarla. L'avrei magari depositata adesso, se mi avessero lasciato andare avanti".

E poi precisa: "La consulenza Linarello era in fascicolo di investigazione privata. Non è atto istruttorio, non era stata eseguita dalla Procura. Non capisco perché non mi chiamino ora. Sono stufo".

5 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views