1.870 CONDIVISIONI
Conflitto in Ucraina
22 Aprile 2022
17:04

Il generale Bertolini: “In caso di attacco nucleare sarà impossibile intercettare i missili russi”

Con il lancio del missile balistico intercontinentale Sarmat il presidente Putin ha messo sull’attenti il mondo su una possibile minaccia nucleare. Il generale Marco Bertolini spiega a Fanpage.it che lo scudo missilistico NATO non riuscirebbe a neutralizzare l’attuale tecnologia russa.
A cura di Chiara Ammendola
1.870 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Conflitto in Ucraina

Il presidente russo Vladimir Putin ha testato un nuovo missile balistico supersonico, il Sarmat, che è duemila volte più potente dell’atomica esplosa su Hiroshima, ha una gittata massima di 18mila chilometri, viaggia sui 24mila chilometri all’ora e può trasportare fino a 15 testate nucleari. "Farà riflettere chi ci minaccia", ha tuonato Putin mettendo in allarme il resto del mondo su una minaccia possibile minaccia nucleare. Il generale Marco Bertolini, già comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze e della Brigata Folgore, nonché Presidente dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia, ha spiegato a Fanpage.it la pericolosità di una escalation di questo tipo e soprattutto dell'impossibilità dello scudo missilistico della NATO di intercettare questo nuovo tipo di missili russi: "I missili ipersonici che i russi hanno usato con testate convenzionali in Ucraina sono missili difficili da intercettare, così come lo sono quei missili che utilizzano orbite extra atmosferiche, che possono circolare in tempi brevi e compiere grandissime distanze – ha spiegato il generale a Fanpage.it – se armati con testate nucleari passerebbero facilmente qualsiasi scudo. Durante la Guerra Fredda di un olocausto nucleare non si è mai parlato, si sapeva che c'era ma non se ne parlava: ora invece se ne sta parlando con una disinvoltura spaventosa".

Generale si parla sempre più spesso di minaccia nucleare: la NATO ha uno scudo missilistico pronto a rispondere. Basterebbe a difenderci?
Il concetto di scudo antiatomico così come lo si definisce è un po' fuorviante, nel senso che non esiste uno scudo contro un eventuale attacco atomico ma un sistema missilistico di allarme integrato a livello NATO che rappresenta di fatto l'unico strumento per rispondere a un eventuale utilizzo di missili armati con testati nucleari.

Può fare qualche esempio?
Negli ultimi anni ci sono stati grossi sviluppi tecnologici in questo senso: guardiamo ad esempio ai missili ipersonici che i russi hanno usato con testate convenzionali in Ucraina, soprattutto per colpire l'ovest del paese e città come Leopoli, si tratta di missili difficili da intercettare, come spiegano anche gli esperti. Ci sono anche missili che riescono a utilizzare delle orbite extra atmosferiche e quindi possono circolare in tempi brevi e compiere grandissime distanze prima di colpire gli obiettivi e anche questi sono difficili da intercettare, quindi se armati con testate nucleari passerebbero facilmente qualsiasi scudo.

Missile balistico Sarmat
Missile balistico Sarmat

Quindi nemmeno lo scudo NATO potrebbe "salvarci"
I due paesi che sono più avanzati da questo punto di vista sono Stati Uniti e Russia e dal primo momento si sono posti il problema di difendere se stessi da un'aggressione. Noi come paesi europei non so quanto siamo coperti da questo ombrello, se così vogliamo chiamarlo. Non dimentichiamo che ci sono missili con testate multiple e quindi un missile che è in grado di portare diverse testate e di indirizzarle in posti diversi: di fronte a una minaccia del genere non ci sono molte difese. Le armi nucleari fino a quando vengono utilizzate come deterrenti possono essere affrontate, ma se si pensa di impegnarle seriamente, considerate la quantità e la tipologia di questo tipo che hanno i due veri belligeranti di questa guerra, che sono Russia e Stati Uniti, se si dovesse arrivare a una escalation del genere non ci troveremmo dinanzi a uno scenario di tranquillo.

Putin ha lanciato un nuovo missile balistico intercontinentale dicendo: "Farà riflettere chi ci minaccia"
In quel caso vi è l'uso dell'arma come deterrenza: faccio vedere al resto del mondo che io ho questa capacità così che il nemico sappia quanto posso essere potente. Il ragionamento della deterrenza nucleare non è quella di dire se si scatena la guerra tra le due superpotenze io uso la mia arma così vinco, ma "se tu vuoi farmi morire, sappi che ti faccio morire con me". Sostanzialmente è un pericolo reale e noi dobbiamo fare in modo che non si arrivi neanche a parlare di queste cose. Durante la Guerra Fredda di un olocausto nucleare non si è mai parlato, si sapeva che c'era ma non se ne parlava: ora invece se ne sta parlando con una disinvoltura spaventosa.

Stiamo sottovalutando la minaccia nucleare?
C'è una faciloneria nel parlare di bombe nucleari tattiche o di bombe a basso potenziale. Ci stiamo abituando a parlare armi nucleari, ma dobbiamo ricordare che non sono carri armati. Sono cose che nessuno potrebbe controllare, né noi, né i francesi, né i tedeschi. E loro al contrario nostro sono molto più prudenti nel parlarne. C'è quasi la volontà, dal punto di vista narrativo, di voler banalizzare queste cose ed è molto pericoloso. L'opinione pubblica non dovrebbe abituarsi a temi del genere.

1.870 CONDIVISIONI
2698 contenuti su questa storia
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni