Il caso dei fidanzati morti a Policoro, la mamma di Luca non si arrende: “Verificare il lavoro della Procura”

Nonostante il "muro di gomma" con cui continua a scontrarsi, la madre di Luca Orioli, il 20enne trovato morto insieme alla fidanzata Marirosa Andreotta nel 1988 in una villetta di Policoro, non si arrende.
L'avvocato Antonio Fiumefreddo, legale della mamma del ragazzo, Olimpia Fuina, ha presentato un esposto alla Procura generale presso la Corte di Cassazione per verificare la presunta "ingiustificata e reiterata inerzia investigativa" della Procura di Matera nell'affrontare il caso della morte dei due giovani.
Il caso è stato riaperto e archiviato più volte, come viene ricordato anche nell'esposto che Fanpage.it ha avuto modo di leggere, perché, secondo quanto ritenuto dalla Procura di Matera, il decesso sarebbe avvenuto per intossicazione da monossido nell'ambito di un banale incidente domestico.
Nonostante sui corpi non siano mai stati trovati segni univoci a sostegno di questa ipotesi e una perizia del criminologo Francesco Bruno parli chiaramente di un duplice omicidio (i due giovani sarebbero stati brutalmente picchiati e annegati), ogni tentativo di riaprire recentemente le indagini è stato vano.
Mesi fa, a settembre, il legale della famiglia Orioli ha presentato anche un'istanza di avocazione delle indagini alla Procura generale di Potenza.
La mamma di Luca chiede nell'esposto presentato in Cassazione (e depositato una decina di giorni fa) di acquisire dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Potenza e dalla Procura della Repubblica di Matera "il fascicolo relativo al procedimento n. 2117/2007 R.G.N.R. e le istanze difensive depositate dal 1° novembre 2024 ad oggi", così come "i provvedimenti di rigetto della riapertura delle indagini, con particolare riferimento a quelli del 14 ottobre 2025 e del novembre 2025, nonché ogni altro atto collegato".
La donna inoltre ha richiesto la verifica del "comportamento dell’Ufficio requirente di Matera" per capire se questo "sia conforme ai principi di obbligatorietà dell’azione penale, imparzialità e completezza dell’indagine o se invece non si sia dato luogo ad una ingiustificata e reiterata inerzia investigativa", con la conseguente valutazione della "sussistenza di eventuali profili disciplinari".
Le indagini non sono state riaperte, nonostante, riporta ancora l'esposto, siamo stati presentati diversi elementi nuovi, come la lettera scritta da Marirosa a Luca poche settimane prima della morte, per la quale si chiede una perizia grafica sull’originale; e le conclusioni dell’inchiesta “Toghe lucane” in cui si parla di duplice omicidio.
A quanto si apprende, inoltre, il 26 novembre è stata depositata una nuova istanza di riapertura delle indagini e sono stati consegnati gli abiti indossati dai due ragazzi.