SOLO PER ABBONATI OPINIONI

Il caldo anomalo di questi giorni è la prova definitiva di quanto siamo stupidi

Il caldo estremo a fine maggio non è figlio del caso, ma degli effetti del cambiamento climatico che abbiamo deciso di ignorare, mentre facciamo guerre nel nome del gas e del petrolio.
Immagine

Sapete perché fa così caldo, perché ci sono 36 gradi a maggio? Perché c’è l’anticiclone subtropicale che sta prendendo posto dell’anticiclone delle Azzorre. Perché si è indebolita la corrente a getto polare – che nasce dalla differenza di temperature tra il polo e l’Equatore – che ci faceva da scudo a questi aumenti anomali di temperatura.  Perché i mari, in primis il Mediterraneo, si stanno riscaldando sempre di più. Per farla ancora più breve: perché tutte queste cose che stanno succedendo, in estrema sintesi, sono effetti di quello che chiamiamo cambiamento climatico. O meglio: quello che chiamavamo cambiamento climatico, quando ancora lo si nominava. Quello stesso cambiamento climatico che abbiamo imparato diligentemente a ignorare, preferendo occuparci di altre “emergenze” come i migranti, i maranza, i rave, il politicamente corretto, salvo poi subirne gli effetti e prendercela con le nuvole, come fossimo Nonno Simpson. O Matteo Salvini.

E no, non solo non stiamo facendo nulla per evitare gli effetti dell’aumento delle temperature e gli eventi climatici estremi – spoiler: occhio ai temporali di quest’estate, che si preannunciano notevoli -, nel nome di quella stessa dipendenza dal petrolio, dal gas naturale e dai loro derivati che sta facendo precipitare il mondo in una crisi economica globale semplicemente perché due Paesi hanno deciso di bombardarne un altro, e il Paese bombardato ha deciso, in risposta, di chiudere un tratto di mare lungo e largo poche decine di chilometri.

No, non stiamo facendo nulla per mitigare gli effetti di quel che succederà, convinti, bontà nostra, che basti accendere l’aria condizionata e passi la paura. Che non serva piantare alberi nelle città, ad esempio. Che non serva togliere l’asfalto dalle strade. O che non serva limitare la circolazione delle auto a motore termico. Che siano tutte fighetterie da ecologisti col Rolex, mentre gli anziani muoiono a causa del caldo anomalo e di città che amplificano il calore anziché provare a mitigarlo.

E no, non facciamo tutto questo, perché abbiamo deciso che non dobbiamo, o vogliamo, o possiamo fare nulla per combattere il cambiamento climatico, che dobbiamo solo subirlo, e che dobbiamo stracciare tutti gli accordi che abbiamo fatto per provare a venirne a capo, con buona pace di quelle generazioni che tra qualche anno le ondate di calore anomalo ce le avranno a marzo a novembre, anziché a maggio.

Che il problema è chi protesta contro il cambiamento climatico. O chi vuole più auto elettriche nelle strade, che signora mia la Cina ci invaderà. O chi chiede che i soldi siano spesi per la decarbonizzazione – ideologia green, la chiamano dalle parti di Salvini e Meloni – non per armarci e fare guerre in nome di gas e petrolio.

Ecco: quando oggi uscirete di casa e sarete travolti dall’aria torrida, pensate che non c’è cosa al mondo più di quella, che non dipenda da noi, dalla nostra pigrizia mentale, dalla nostra inazione, dalla nostra stupida difesa dello stato delle cose. E vi renderete conto, speriamo, che non è ancora troppo tardi per occuparsene. Ma anche che c’è sempre meno tempo per farlo davvero.

Immagine
Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views
Accedi con una prova gratuita di 14 giorni
Prova l'abbonamento gratis per 14 giorni e ottieni l'accesso ai contenuti.
Offerta limitata
Gratis
per 14 giorni
  • ABBONAMENTO A FANPAGE.IT
  • Sito web e app senza pubblicità
  • Newsletter, serie e podcast esclusivi
  • Rassegna delle news più rilevanti del giorno
  • Sostieni il giornalismo libero e indipendente
Tra 14 giorni pagherai 7,50€ al mese in un pagamento unico di 90€