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Covid 19
22 Settembre 2021
08:53

I pediatri: “In 21 giorni oltre 6mila bimbi con meno di 5 anni positivi al Covid, il vaccino serve”

Rocco Russo, coordinatore vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (Sip), a Fanpage.it su vaccino anti Covid ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni: “Raccomandiamo la vaccinazione anche per beneficiare della frequenza dell’attuale anno scolastico in sicurezza. Dal 25 agosto al 15 settembre sono stati segnalati più di 2845 casi nei bambini di età inferiore ai 3 anni, più di 3256 casi nei bambini di età 3-5 anni. L’obbligo? Scelta politica. Nel caso in cui si dovesse arrivare ad una situazione estrema come quella di rendere obbligatorio un vaccino per tutelare la salute pubblica, non possiamo fare altro che prenderne atto”.
Intervista a Dott. Rocco Russo
Coordinatore vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria
A cura di Ida Artiaco
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"In soli 21 giorni sono stati segnalati più di 2845 casi Covid nei bambini di età inferiore ai 3 anni, più di 3256 casi nei bambini di età 3-5 anni e più di 6995 casi nei bambini di età 6-10 anni, con un numero di 16 decessi rimasto stabile. I bambini vanno vaccinati". A parlare a Fanpage.it è il dottor Rocco Russo, coordinatore vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (Sip), che ha fatto il punto della situazione sui vaccini anti Covid per i pazienti in età pediatrica nei giorni in cui Pfizer ha annunciato che il suo siero per i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni è "sicuro ed efficace" e che a breve potrebbe arrivare l'approvazione all'uso da parte di Fda e di Ema.

Dott. Russo, la Sip già nei mesi scorsi aveva raccomandato la vaccinazione per i pazienti in età pediatrica. Ora che Pfizer ha annunciato che i risultati delle sperimentazioni hanno dimostrato che il siero è sicuro ed efficace anche per la fascia d'età 5-11 quale è la vostra posizione?

"Anche se il Covid-19 sui grandi numeri non crea particolari problemi in queste fasce di età, quest’ultime possono fungere da serbatoio per la diffusione dello stesso virus nell’intera popolazione; non a caso, seppur l'obiettivo primario della vaccinazione è quello di non sviluppare la malattia, l’opportunità di implementare un’offerta vaccinale universale aiuterà notevolmente a ridurre non solo la circolazione dello stesso virus, ma soprattutto la riduzione del rischio di generare varianti potenzialmente più contagiose o capaci di ridurre l'efficacia degli stessi vaccini in uso. Inoltre la tempestività del raggiungimento delle alte coperture vaccinali nelle fasce pediatriche ed adolescenziali permetterà anche di beneficiare della frequenza dell’attuale anno scolastico in sicurezza, oltre ad evitare di correre il rischio delle gravi ripercussioni psicologiche correlate ai periodi di forzato isolamento domiciliare a cui potrebbero essere sottoposti gli stessi bambini nella fase di lockdown".

Quali sono gli aspetti negativi o comunque preoccupanti legati ad un eventuale via libera alle vaccinazioni dei bambini da parte delle Agenzie regolatorie?

"Tra gli aspetti preoccupanti ci sono prima di tutto quelli legati ai modelli organizzativi territoriali, finalizzati a mettere in atto, in tempi brevi, una specifica campagna vaccinale che risulterebbe essere un po’ più complessa di quella degli adulti: bisognerà comprendere dove e chi dovrebbe vaccinare questi piccoli bambini, ma soprattutto come raggiungere in tempi brevi alti livelli di coperture vaccinali, finalizzati a ridurre ulteriormente la circolazione dello stesso virus pandemico".

Guido Rasi ha parlato di una fascia d'età dai 3 agli 11 anni più vulnerabile a causa della variante Delta. Ha dati aggiornati che può darci sui pazienti in età pediatrica che hanno sviluppato forme gravi della malattia o con esito fatale?

Come si evince dall’ultimo bollettino di sorveglianza Covid-19, prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità il 15 settembre 2021, rispetto al precedente bollettino del 25 agosto 2021, emerge che in soli 21 giorni sono stati segnalati più di 2845 casi nei bambini di età inferiore ai 3 anni, più di 3256 casi nei bambini di età 3-5 anni e più di 6995 casi nei bambini di età 6-10 anni, con un numero di 16 decessi rimasto stabile (6 casi in bambini di età inferiore ai 3 anni; 4 casi in bambini di età anni 3-5 anni; 6 casi in bambini di età 6-10 anni). Quindi come può vedere il virus pandemico fa in ogni caso anche la sua parte (per fortuna in misura minore rispetto all’adulto) in tali fasce di età".

I bambini fanno già vaccini obbligatori per poter accedere a scuola. Crede che si possa arrivare ad un obbligo anche per quanto riguarda il vaccino anti Covid?

"Questa è una scelta “politica” che necessita di una specifica legge dello Stato, come appunto quella dell’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola, ma nel caso in cui si dovesse arrivare ad una situazione estrema come quella di rendere obbligatorio un vaccino per tutelare la salute pubblica, non possiamo fare altro che prenderne atto e lavorare tutti insieme per il bene comune".

Pfizer sta facendo sperimentazioni anche sui bambini dai 6 mesi di vita. Quante probabilità ci sono che il vaccino possa arrivare nelle prossime settimane anche per questi soggetti?

"Quasi sicuramente i dati dei trial conclusivi verranno sottomessi dalle Aziende farmaceutiche alle Autorità regolatorie con diverse tempistiche ed in rapporto alle specifiche fasce di età, per cui l’approvazione dell’immissione in commercio del vaccino Covid-19 per la fascia di età dai 6 mesi di vita, quasi sicuramente arriverà per ultima. Per il momento auspichiamoci di ricevere a breve l’autorizzazione del vaccino per la fascia di età 5-11 anni, ma soprattutto auspichiamoci di raggiungere in tempi brevi, con due dosi, alti livelli di copertura vaccinale anche in questi bambini più piccoli".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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