"Ci aspettavamo qualcosa di più deciso, credo che gli interventi sui bar e sulla movida non saranno sufficienti". È preoccupato Carlo Palermo, segretario dell'Anaao-Assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri, in prima linea contro il Covid-19, dopo l'approvazione del nuovo Dpcm del 18 ottobre con le ulteriori misure restrittive per arginare la diffusione del contagio da Coronavirus. Palermo dunque ha bocciato il provvedimento, giudicando le azioni decise dell'esecutivo non sufficienti per evitare che il sistema sanitario collassi nelle prossime settimane, vista l'impennata di positivi che si sta registrando in tutto il Paese da qualche settimana. "Servirebbe – ha continuato Palermo all'Agi – una impostazione più complessiva senza escludere anche misure più drastiche, come il coprifuoco sul modello francese o anche il lockdown breve proposto da Crisanti per resettare il sistema".

Il rischio, secondo il segretario dell'Anaao-Assomed, è che si arrivi molto presto alla saturazione del sistema ospedaliero: "Siamo in trincea, e sentiamo arrivare il sovraccarico. Servono più tamponi – spiega – e l'incremento della capacità di contact tracing, perchè il sistema è andato in difficoltà a causa della mancanza di personale. Potenziare le capacità di screening con i test salivari, interventi decisi sul trasporto pubblico". Misure, per altro, da adottare subito, perché "tra una settimana vedremo arrivare negli ospedali la vera ondata". Gli ha fatto eco anche Filippo Anelli, presidente della federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo): "Il Governo – riporta sempre l'Agi – prova a trovare un equilibrio tra la sostenibilità dell’economia e la tutela della Salute. E questo non significa piegarsi alle esigenze della prima, accantonando la seconda". Dopo l'appello ai cittadini ad effettuare una sorta di "auto-lockdown", Anelli ha spiegato che "ridurre la frequenza, la vicinanza e la durata dei contatti significa rallentarla. Abbiamo compreso che l’uso delle mascherine, l’igiene delle mani, le altre misure sono fondamentali per la prevenzione, ma quando il numero dei contagiati supera una certa soglia, come sta avvenendo ora, non sono più sufficienti a fermare il virus". Infine, ha chiesto alle istituzioni di "potenziare le Usca, le unità speciali di continuità assistenziali, per eseguire i tamponi anche a domicilio e negli uffici. Aggiornare i protocolli per attivare l’inserimento dei dati nell’app Immuni da parte dei Dipartimenti di prevenzione delle ASL, come previsto dallo stesso Dpcm. Riprendere, in altre parole, il controllo del contact tracing". E ancora, "occorrono più medici, più anestesisti-rianimatori, perché non basta aumentare i posti letto se non si aumenta il personale per gestirli".