Guerre e clima i killer dell’infanzia, un bimbo su 4 sotto i 5 anni in grave povertà: la campagna di Save the Children
Nel mondo un bambino su quattro vive ancora in condizioni di grave povertà alimentare nella prima infanzia e circa la metà dei decessi sotto i 5 anni di età è causata proprio dalla malnutrizione. Un dato allarmante se si pensa che ancora oggi 43 milioni di minori della stessa età soffrono di malnutrizione acuta ma i programmi di aiuto alimentare continuano a essere drammaticamente sottofinanziati e con appena un terzo delle risorse necessarie. A lanciare l'allarme è Save the Children con un appello per la campagna “Emergenza fame” invitando la comunità internazionale ad affrontare le cause dell'insicurezza alimentare a livello globale.
Come sottolinea l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio, nonostante i gravissimi dati che vedono circa 181 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni in grave povertà alimentare, le più gravi emergenze nutrizionali che colpiscono i minori nel mondo hanno ricevuto quest'anno meno di un terzo dei finanziamenti necessari.
"Solo il 31%, pari a circa 3,1 miliardi di dollari, era stato effettivamente stanziato all’inizio di ottobre, a fronte di una necessità di 10 miliardi di dollari" spiegano da Save the Children ricordando che la malnutrizione nei primi anni di vita può causare danni irreversibili alla salute e allo sviluppo dei bambini.
Conflitti, crisi climatica e tagli agli aiuti le principali cause della malnutrizione minorile
Ben poco viene fatto livello internazionale anche per eliminare le cause alla base di questa emergenza alimentare, vale a dire guerre e crisi climatica. "I conflitti, la crisi climatica e i tagli agli aiuti sono oggi le principali cause della malnutrizione minorile, killer silenziosi dell’infanzia in molti Paesi del mondo" sostengono dall'organizzazione Umanitaria.
Le guerre, innanzitutto, che costringono milioni di famiglie ad abbandonare le proprie case e di conseguenza a non avere più accesso ai sistemi alimentari. Per lo scorso anno si stima che 23,1 milioni di persone che si trovavano in condizioni di emergenza alimentare si trovavano proprio in paesi in conflitto, come a Gaza o in Sudan. Le tensioni continue in Medio Oriente, inoltre, stanno interrompendo le rotte commerciali, facendo impennare i prezzi di cibo e carburante, peggiorando l’accesso ai beni essenziali per milioni di persone.
Un altro aspetto che influisce pesantemente sulla nutrizione è invece la crisi climatica che sta causando eventi meteorologici estremi sempre più frequenti con la relativa distruzione di raccolti per inondazioni o siccità gravi, facendo aumentare i prezzi del cibo e ostacolando l'accesso all'acqua potabile.
Ad aggravare il tutto proprio i tagli agli aiuti umanitari che nell'ultimo periodo sono scesi ai minimi termini con un calo del 59% rispetto al 2022 e che hanno portato a lasciare senza cure circa due milioni di bambini affetti da malnutrizione acuta grave. "Le proiezioni indicano che un'ulteriore e rapida riduzione dei finanziamenti potrebbe causare fino a 22,6 milioni di decessi aggiuntivi entro il 2030, inclusi 5,4 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni" avverte Save the Children.
Save the Children lancia la campagna Emergenza Fame
Per questo l'organizzazione Umanitaria "chiede ai leader mondiali di rilanciare con urgenza la lotta alla malnutrizione, invertendo la tendenza ai tagli agli aiuti e investendo maggiori risorse per prevenire le crisi prima che si trasformino in tragedie umanitarie. Rafforzare la sicurezza alimentare, i sistemi sanitari e la capacità di risposta delle comunità significa salvare vite oggi e costruire società più resilienti domani. La sicurezza alimentare non è un traguardo irraggiungibile: è una scelta politica”, ha dichiarato Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children.
"Siamo di fronte a quella che potrebbe essere la più grave emergenza alimentare del 21° secolo ma per decenni l’impegno della comunità internazionale ha dimostrato che la malnutrizione può essere prevenuta e sconfitta: non è un destino inevitabile" sottolineano dall'organizzazione che per questo ha lanciato la campagna Emergenza Fame, per portare assistenza a bambine e bambini e alle loro famiglie nelle aree dove c’è più bisogno di aiuto.
Dal 15 ottobre al 15 novembre è possibile sostenere la campagna Emergenza fame di Save the Children per dare cibo terapeutico, acqua potabile e cure mediche a tanti bambini malnutriti, donando 2 euro con un SMS al 45583 dal proprio cellulare Fastweb+Vodafone, WindTre, TIM, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali; 5 o 10 euro da rete fissa TIM, Fastweb+Vodafone, WindTre, Tiscali, Geny e 5 euro da Convergenze, PosteMobile.