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Covid 19
3 Dicembre 2021
12:58

Gilestro a Fanpage.it: “Entro l’inverno sicuramente tutti i non vaccinati contrarranno il virus”

Giorgio Gilestro, professore di Neurobiologia all’Imperial College di Londra: “A meno che non viva su un’isola deserta chi non è vaccinato contrarrà il virus, questo è sicuro al 100%”.
A cura di Davide Falcioni
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Omicron ha una capacità "sostanziale" di eludere l'immunità da un precedente contagio da Covid-19: è l'ultima notizia sulla nuova variante rivelata la scorsa settimana in Sudafrica e che ora minaccia di diffondersi nel resto del mondo e soppiantare la Delta. Sulla B.1.1.529 sono stati scritti già fiumi di parole: si è detto che è altamente contagiosa, ed è senz'altro vero, ma si è detto anche che potrebbe causare sintomi più lievi, un'ipotesi non suffragata ancora da nessun dato che tuttavia ha indotto molti a tirare un "sospiro di sollievo". Ma è davvero così? Ne abbiamo parlato con il professor Giorgio Gilestro, professore di Neurobiologia all'Imperial College di Londra.

Una settimana fa è stata rivelata la scoperta della variante Omicron; sono stati condotti i primi studi, cosa sappiamo finora?
Sappiamo che Omicron è una variante nata probabilmente in Sudafrica o in un altro Paese dell'Africa meridionale. Quasi tutti i dati che abbiamo arrivano dal Sudafrica ed è su quelli che dobbiamo fare affidamento. Solitamente quando si individua una nuova variante si osservato due tipi di informazioni: le prime sono quelle genetiche, cioè le mutazioni del virus, le sue proteine, eccetera, ma questi sono gli aspetti un po' più teorici e meno affidabili. L'altra informazione da osservare attentamente è come una variante cresce su un territorio, quanto velocemente si propaga tra le persone, e questo aspetto è molto preoccupante. Nel caso di Omicron vediamo segnali molto negativi sia dal punto di vista "teorico" che da quello "reale": sono state infatti osservate in laboratorio mutazioni in grado di sfuggire alla risposta immunitaria mentre sul territorio assistiamo a una crescita vertiginosa dei contagi e delle ospedalizzazioni, soprattutto nella regione più popolosa del paese. La crescita delle infezioni è molto più veloce di quella osservata finora con qualsiasi altra variante.

Cosa, invece, non sappiamo ancora?
Non sappiamo come questa variante potrebbe comportarsi al di fuori del Sudafrica: abbiamo delle idee, possiamo fare delle ipotesi, ma stiamo ancora studiando. Abbiamo motivo di credere Omicron potrebbe fare gli stessi danni, ma si può anche ipotizzare che potrebbe comportarsi in maniera molto diversa essenzialmente perché le popolazioni sudafricana ed europea sono molto differenti. Il Sudafrica, ad esempio, ha raggiunto quella che si potrebbe chiamare "immunità di gregge": quasi tutti sono stati contagiati nelle precedenti ondate, ma ci sono pochi vaccinati; quindi è vero che in quel paese c'è un'immunità molto diffusa, ma questa dipende dalle infezioni pregresse e non dal vaccino. In Europa, invece, è esattamente il contrario. Queste variabili non ci permettono ancora di dire se Omicron qui da noi si comporterà esattamente come in Africa meridionale, ma l'esperienza della varianti precedenti, come Delta, devono indurci a credere che non ci saranno grandi differenze.

Si rischia di far passare l’idea che Omicron causi una malattia lieve, alcuni hanno parlato di questa variante addirittura come di una possibile "buona notizia". Lei cosa ne pensa? È davvero così?
È assolutamente falso. Questa voce è derivata dalla dichiarazione di un medico sudafricano che nei primissimi giorni disse a una radio di aver visto 12 pazienti molto giovani con sintomi lievi: non si riferiva alla variante, bensì a un limitato numero di pazienti. Tuttavia se analizziamo le ospedalizzazioni nel Gauteng, cioè la regione sudafricana in cui sono stati scoperti i primi casi di Omicron, ci accorgiamo che i ricoverati due settimane fa erano 133 alla settimana, mentre adesso siamo quasi a mille. Le ospedalizzazioni quindi sono più che quintuplicate. Non c'è nessuna base scientifica per dire che questa variante causa un semplice raffreddore. Sappiamo, al contrario, che potrebbe essere aggressiva come la Delta, ma più contagiosa. E questa è una pessima notizia.

Se lei fosse un consulente del ministro Speranza cosa gli consiglierebbe?
La cosa sicuramente più importante da fare è cercare di capire come circola la variante Omicron in Europa: c'è un modo fortunatamente molto semplice ed economico per farlo, che è quello di utilizzare una tecnica già sperimentata per la variante Alfa, chiamata Sgtf.  Si tratterebbe di eseguire una particolare analisi dei tamponi che rivelerebbe, con una buona approssimazione, la presenza di Omicron. Un'altra cosa da fare assolutamente è cercare di limitare gli ingressi di questa variante: in questa fase dell'epidemia ogni ulteriore ingresso costituirebbe un "seme" per nuovi focolai; occorre essere molto stringenti e controllare chi entra, perché fermare semplicemente i collegamenti con il Sudafrica non serve a niente. Omicron sta ormai circolando in tutto il mondo. Per finire vanno fatte le terze dosi: i vaccini funzionano sicuramente molto bene nei confronti della variante Delta e non dobbiamo dimenticare che è ancora quella dominante.

A proposito di Delta: lei qualche settimana fa ha dichiarato che entro la fine dell’inverno saremo tutti vaccinati o contagiati dal Covid, e qualche giorno dopo la stessa cosa è stata detta dal Ministro della Salute tedesco…
Chi non è vaccinato prenderà il virus, questo è sicuro al 100%. L'infettività di Delta è talmente alta che, a meno che non si viva su un'isola deserta, si entrerà in contatto con il virus. Questo può accadere anche ai vaccinati, ma le probabilità di ammalarsi gravemente sono infinitamente minori. I No Vax contrarranno sicuramente la Delta ed hanno un rischio di ammalarsi molto, molto alto.

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