Gaza, portuali genovesi sfidano Israele: “Se perdiamo contatto con la Sumud Flotilla, bloccheremo l’Europa”

“Se anche solo per 20 minuti perdiamo il contatto con le nostre barche, noi blocchiamo tutta l’Europa, dal Porto di Genova non uscirà più nulla”, è il messaggio lanciato dai portuali genovesi in sostegno alla Global Sumud Flotilla per Gaza, che ha tra i propri porti di partenza proprio il capoluogo ligure.
“Dopo aver raccolto gli aiuti per Gaza, ora arriva la parte difficile, intorno a metà settembre queste barche arriveranno vicino alle coste di Gaza, nella zona critica” ha spiegato un portavoce del Collettivo dei lavoratori Portuali, avvertendo: “Se anche solo per 20 minuti perdiamo il contatto con le nostre barche, con le nostre compagne e i nostri compagni, noi blocchiamo tutta l’Europa. Insieme al nostro sindacato Usb, insieme a tutti i lavoratori portuali, insieme a tutta la città di Genova”.
Il messaggio durante la fiaccolata di ieri sera che ha accompagnato parte delle oltre 280 tonnellate di derrate alimentari raccolte da Music for Peace e dagli stessi portuali genovesi dei Calp su alcune barche della Sumud Flotilla partite oggi. “Devono tornare indietro le nostre ragazze e i nostri ragazzi senza un graffio, e tutta la nostra merce, che è del popolo, fino all’ultimo cartone, deve arrivare dove deve arrivare. Da questa regione escono 13-14mila container all’anno per Israele. Non faremo uscire più nemmeno un chiodo. Lanceremo lo sciopero internazionale, bloccheremo le strade. Bloccheremo tutto” hanno avvertito i portuali sfidando Israele che bloccherà ogni via di accesso alla Striscia.
Da settimane i portuali genovesi sono impegnati nella raccolta degli aiuti per Gaza, suddivisi poi in scatoloni da 20 chili ciascuno per supportare le esigenze alimentari di una famiglia per una settimana. “Vogliamo dimostrare che il porto di Genova è un porto civile e non di guerra. Vogliamo mandare il segnale che non solo blocchiamo armamenti, ma portiamo anche fisicamente aiuti alla popolazione palestinese” hanno spiegato. La stessa sala chiamata dei camalli della Compagnia Unica a Genova è stata trasformata in magazzino per ospitare gli aiuti e squadre di portuali volontari hanno contribuito alla spedizione anche con mezzi e organizzazione.