Garlasco, “Stasi entrò nella villetta da assassino”. Bruzzone: “Due passaggi nel suo racconto impossibili”

Alberto Stasi non poteva non sporcarsi di sangue quando, la mattina del 13 agosto 2007, sarebbe entrato nella villetta di Garlasco per cercare la fidanzata Chiara Poggi. In quella casa, come ha sempre sostenuto l’uomo poi riconosciuto come l’assassino della giovane fidanzata e condannato in via definitiva, lui avrebbe trovato la ragazza morta lungo le scale.
A stabilire, ancora una volta, che quella versione di Stasi non è credibile, è una consulenza richiesta dalla famiglia della vittima. Una consulenza sulle macchie presenti sul pavimento della villetta di via Pascoli che appunto conferma che Stasi non poteva non sporcarsi le scarpe entrando in casa. Elemento che porta la famiglia di Chiara Poggi a confermare ciò che ha già stabilito la Cassazione: ovvero che quello dell'allora fidanzato della vittima era il racconto non dello scopritore del corpo ma dell’assassino.
Sulle incongruenze del racconto di Alberto Stasi è intervenuta ieri sera, nel corso della trasmissione Quarto Grado, anche la criminologa Roberta Bruzzone che ha annunciato di lavorare, sulla base degli atti, a uno studio che metterà a disposizione della parte civile: “Ci sono aspetti molto interessanti che non sono mai stati trattati, ci sono elementi che sconfessano Stasi in maniera molto molto evidente”, ha spiegato la criminologa che parla di ulteriori bugie di Stasi sulla scorta di quello che lui riferisce di aver fatto quando sostiene di essere entrato nella villetta di Garlasco. "Ci sono almeno due passaggi nel racconto di Stasi che sono impossibili”, ha detto Bruzzone in trasmissione. E ancora ha spiegato: “Mi sto concentrando su quello che Stasi riferisce di aver fatto sulla scena, parla di una azione che riferisce di aver fatto: sulla scorta di queste indicazioni le parti potranno fare ulteriori valutazioni”. La famiglia Poggi, secondo l'esperta, potrebbe utilizzare questa consulenza per irrobustire quanto già emerso, ovvero che l’allora fidanzato di Chiara non può essere rientrato in casa quando sostiene di averlo fatto.
I consulenti della famiglia Poggi – mentre proseguono le indagini che vedono indagato Andrea Sempio – in questi mesi stanno facendo una rilettura dei dati e i risultati confermerebbero quelli della perizia geomatica del 2014 dalla quale è stata dimostrata la falsità del racconto dello Stasi "finto soccorritore". I periti, incaricati dai giudici d'appello, "stabilirono che vi è lo 0,00002% di possibilità che Stasi abbia fatto il percorso in casa Poggi, da lui stesso riferito, senza lasciar le impronte delle scarpe Lacoste che indossava", hanno spiegato gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna.