Garlasco, non si saprà mai l’orario preciso della morte di Chiara Poggi: “È successo tra le 7:30 e le 12:30”

Non si saprà mai con certezza l'ora esatta in cui è morta Chiara Poggi, almeno scientificamente parlando. E secondo il genetista della famiglia Poggi, Marzio Capra, neanche dalla recente relazione della dottoressa Cristina Cattaneo si potrà scrivere nero su bianco un orario preciso. Se così fosse, dal punto di vista delle indagini cambierebbe poco. Resta il fatto che questa relazione è negli atti della Procura di Pavia e resta ancora top secret per gli avvocati delle parti coinvolte in questo nuovo filone di indagini sul delitto di Garlasco che vede Andrea Sempio accusato di omicidio in concorso con Alberto Stasi (unico condannato) o con ignoti.
In questi 19 anni le carte dei giudici hanno associato lo spazio temporale dell'omicidio di Chiara Poggi tra le 9.12 e le 9.36, ovvero tra il minuto in cui la vittima ha tolto l'allarme di casa e il minuto in cui Alberto Stasi – ovvero unico condannato del delitto della fidanzata – ha aperto il pc in casa sua. Un orario che ha smentito quanto sostenuto dal medico legale nella sua relazione dell'autopsia, ovvero che "pur con tutte le prudenziali riserve legate alle valutazioni tanatocronologiche, tenuto conto dei rilievi cadaverici nella cornice delle risultanze circostanziali, l’epoca della morte di POGGI Chiara si pone in un intervallo di tempo compreso fra le ore 10,30 e le ore 12 circa del 13.08.2007, con maggior “centratura” intorno alle ore 11-11,30". Precisando però anche che non era stato pesato il corpo della ragazza. Nel corso degli anni l'orario del decesso è cambiata: tutto è stato anticipato e il decesso quindi è stato collocato prima dell'inizio dell'orario in cui Alberto Stasi ha acceso il suo computer da casa.
Per il consulente Capra la forbice temporale resta tra le 7.30 e le 12:30. Sono stati altri elementi (non scientifici quindi) a stringere il cerchio a quei minuti. Tra tutti il fatto che a togliere l'allarme di casa sia stata la ragazza alle 9.12 mentre stava facendo colazione: non ha avuto il tempo di aprire però tutte le persiane della casa, cosa che i suoi genitori agli investigatori hanno detto che la giovane faceva sempre. Non solo, il processo indiziario si è fatto su oltre 10 elementi. Come la dichiarazione di chi ha visto una bicicletta fuori dalla villetta dei Poggi poco dopo le 9.12 e di non averla più vista verso le 10.
"L'orario è compreso fra le 7:30 e le 12:30 ed è stato stabilito sulla base dei dati ricavati dal medico legale. Su questo orario sono state tenute in considerazione le altre opzioni", spiega a Fanpage.it Marzio Capra. Per il genetista questa è la finestra temporale dal punto di vista scientifico, ma cosa hanno dichiarato i giudici nella sentenza di condanna a Stasi?
Si legge: "Questi (riferito al condannato) dichiarava di essere rimasto a casa tutta la mattina del 13 agosto a scrivere la tesi di laurea. Come si è detto, gli accertamenti svolti su telefoni e computer (da lui consegnati il 14 agosto e sottoposti a ripetuti e scorretti accessi da parte dei carabinieri) evidenziavano quelle tre possibili finestre temporali in cui Stasi avrebbe potuto allontanarsi da casa. Di tali finestre temporali la prima è stata individuata come l'unica concretamente possibile, anche sulla base della collocazione dell'ora della morte della vittima (anche in questo caso originariamente indicata in un orario diverso, ed errato, dallo stesso medico legale). Tale individuazione può ora darsi per pacifica ed è infatti unicamente su quei 23 minuti (dal disinserimento dell'allarme alle 9.12 da parte di Chiara, all'accensione del pc alle 9.35 da parte di Stasi in casa sua) che si sono concentrate analisi e discussioni sull'alibi dell'imputato. Secondo l'accusa questi si sarebbe infatti portato in bicicletta in via Pascoli (a meno di 2 km dalla sua abitazione) e dopo il delitto avrebbe fatto rientro a casa, acceso il computer e proseguito nel lavoro di compilazione della tesi interrotto la sera prima a casa di Chiara".