Garlasco, la Cassazione blocca il sequestro di pc e cellulare all’ex pm Venditti: “Analisi troppo ampia”

Nel botta e risposta di sequestri e non sequestri ora arriva la decisone della Cassazione. Telefoni, pc e tablet restano nelle mani dell'ex procuratore di Pavia Mario Venditti: l'ex magistrato è indagato per corruzione in atti giudiziari nel filone sul caso Garlasco. La Procura di Brescia sta mettendo in dubbio i fatti del 2017 quando aveva chiesto e ottenuto l'archiviazione delle indagini su Andrea Sempio, accusato oggi come allora dell'omicidio di Chiara Poggi in concorso con Alberto Stasi o con ignoti. Nell'inchiesta è indagato anche Giuseppe Sempio, il padre di Andrea. Venditti si è sempre detto estraneo alle accuse, ma intanto gli inquirenti stanno procedendo con le indagini.
Ora la Cassazione ha respinto il ricorso della Procura di Brescia contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che, il 17 novembre, aveva annullato anche il secondo decreto di sequestro. La Cassazione dunque ha dato ragione all'avvocato difensore Domenico Aiello. In questo modo con il "rigetto totale" del ricorso dei pm la Suprema Corte ha confermato il no al sequestro del Riesame. Secondo i giudici, la richiesta di sequestro non aveva indicato nello specifico cosa i pm avrebbero voluto cercare nel cellulare o nel pc. In altre parole non erano indicate le parole chiave per le analisi e l'arco temporale era troppo ampio.
Dopotutto l'ex pm Venditti aveva detto le scorse settimane: "Se non hai parole chiave, vuol dire che non sai cosa stai cercando e se non lo sai, vuol dire che le tue indagini non hanno portato a nulla".
La nuova indagine è scattata dopo che nella perquisizione dello scorso 14 maggio a casa dei genitori di Andrea Sempio era stato trovato – e quindi sequestrato – un appunto scritto a mano. Su questo biglietto c'era scritto: "Venditti gip archivia x 20. 30. euro". Si fa riferimento all'archiviazione richiesta da Venditti nei confronti di Andrea Sempio. Per gli inquirenti bresciani quei numeri potrebbero essere i soldi di una possibile corruzione, ma i legali di Andrea Sempio precisano invece che era il denaro destinato ai loro. Il costo di un documento.
In qualsiasi caso la Procura indaga su "anomalie" del 2017. Come sulla mancata trascrizione di alcuni passaggi delle intercettazioni ambientali tra Andrea Sempio e le forze dell'ordine che appartenevano alla sezione della polizia giudiziaria. Secondo gli inquirenti, proprio questi appartenenti alla Pg avrebbero avuto "contatti non relazionati, ovvero di una durata incongrua rispetto all'attività da svolgere" con i Sempio. Tutto però dovrà essere accertato.