Garlasco, il consulente dei Poggi spiega le gocce di sangue sul divano: “L’assassino potrebbe essersi seduto lì”

Dopo le indiscrezioni uscite nei giorni scorsi sulla perizia realizzata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo sul delitto di Garlasco, secondo la quale Chiara Poggi si sarebbe difesa e potrebbe aver lottato con il suo assassino, si fanno nuove ipotesi anche sulla dinamica dell'omicidio.
Da diverse ore si sta parlando del divano dell'abitazione dove la ragazza è stata uccisa, sul quale potrebbe essere iniziata l'aggressione ai suoi danni. Questa ricostruzione nascerebbe da alcune affermazioni fatte dall'avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis, ospite del programma di Rai3 Lo Stato delle Cose.
Il legale ha parlato di alcune piccole macchie di sangue trovate sul divano di casa Poggi. Fanpage.it ha contattato telefonicamente il consulente della famiglia Poggi, Marzio Capra, per parlare di queste tracce.
"Nella ricostruzione che avevamo fatto a suo tempo il divano aveva una rilevanza in considerazione del fatto che in prossimità dell'incrocio tra i due divani c'erano delle gocce di sangue", ha detto il genetista.
"Se queste gocce fossero cadute da un'altezza rilevante, sarebbe stato possibile ricondurle al tratteggio di un oggetto con il quale era stata attinta la ragazza in prossimità delle scale. In quel caso, ci saremmo aspettati delle tracce a una velocità maggiore, caratteristica che invece le gocce di sangue sul divano non avevano".
"A mio avviso, erano gocce di sangue cadute da un'altezza abbastanza limitata. – precisa Capra – È più probabile che siano state originate dall'assassino con le mani sporche di sangue o dall'oggetto maneggiato che gocciolava sangue".
Infatti, prosegue ancora Capra, dopo una prima aggressione avvenuta in prossimità della scala della casa, l'assassino potrebbe essersi seduto sul divano qualche istante.
Poi, forse richiamato da una ripresa di coscienza della ragazza, che in quel momento avrebbe subito lacerazioni non ancora letali, l'avrebbe colpita di nuovo e trascinata vicino al disimpegno delle scale. Qui avrebbe aperto la porta per buttarla giù.
"L'aggressione, per me, non è avvenuta dove c'è il divano, ma dopo una prima fase l'assassino potrebbe essersi fermato lì. È verosimile che in quella fase la ragazza fosse ancora viva". Che l'omicidio sia avvenuto in due o più momenti è "un dato di fatto", commenta ancora Capra.
"Che queste fasi siano distanziate da poche decine di secondi o da minuti non è possibile quantificarlo. Se c'è una pozza di sangue all'altezza delle scale e un'altra davanti alla porta a soffietto che porta giù, e tra queste due ci sono segni di trascinamento, significa che il corpo ha transitato dalla posizione A alla posizione B", aggiunge.
Secondo Capra, con la riapertura del caso, che oggi vede indagato Andrea Sempio, in concorso con Alberto Stasi (l'ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva per l'omicidio), "si sta tornando su elementi già discussi e su cui si era trovata una quadra".
Il consulente conclude: "Aspettiamo di vedere cosa farà la Procura, tutto ciò che viene fatto e condiviso nel contraddittorio noi lo seguiamo".
