Garlasco, Alberto Stasi rischia di perdere la semilibertà: attesa oggi la decisione in Cassazione

Si discuterà oggi, martedì 1 luglio, in Cassazione, il ricorso presentato dalla Procura generale milanese in merito alla concessione della semilibertà ad Alberto Stasi, condannato a 24 anni (16 per il rito abbreviato) di detenzione per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pv).
La Procura chiede che venga revocata la semilibertà a Stasi per "vizi di legittimità" nella motivazione e per altri aspetti, a partire dall'ormai nota intervista tv andata in onda il 30 marzo durante il programma Le Iene.
Il ricorso della Procura generale
Tra i punti del ricorso c'è infatti la mancata richiesta di autorizzazione da parte di Stasi a rilasciare un'intervista al programma Mediaset durante un permesso premio per un ricongiungimento familiare.
Secondo la Procura generale, i permessi premio possono essere concessi per motivi familiari, culturali o di lavoro, e quell'intervista non rientrerebbe in nessuna delle tre categorie.
Altri punti per i quali la Procura milanese si oppone alla semilibertà di Alberto Stasi verranno analizzati oggi a Roma durante un'udienza che dovrebbe essere solo ‘cartolare'.
La Suprema Corte, senza presenza delle parti, potrà decidere di respingere il ricorso, confermando di fatto la semilibertà per Stasi, o annullare con rinvio per un nuovo giudizio del Tribunale di sorveglianza milanese secondo le indicazioni contenute nelle motivazioni della Cassazione.
Terza tappa dell'incidente probatorio
Il prossimo appuntamento di questa settimana sarà poi venerdì 4 luglio, terza tappa dell'incidente probatorio: nei laboratori della Polizia scientifica di Milano verranno analizzati i tamponi utilizzati per l’autopsia di Chiara Poggi.
Gli esiti delle analisi finora svolte sulla spazzatura recuperata dalla villetta di Garlasco avrebbero restituito solo i profili genetici della vittima e di Alberto Stasi e i trentaquattro fogli di acetato sarebbero risultati negativi ai primi test sulla presenza di sangue.
La difesa di Stasi ha però chiesto che il test venga ripetuto, una volta terminati gli esami genetici, sulla traccia 10, definita "sporca" e lasciata sulla parte interna della porta della villetta.