Nuovo focolaio di Coronavirus a Bologna dopo che dieci studenti, quasi tutti di nazionalità spagnola e di età compresa tra i 20 e i 24 anni sono risultati positivi a Sars-CoV-2. Avevano tutti partecipato ad una festa Erasmus. Lo ha riferito l'edizione locale del quotidiano La Repubblica. Il party si sarebbe svolto lunedì scorso nella zona universitaria, ma l'allarme è scoppiato a metà settimana quando una ragazza con sintomi, che aveva partecipato all'evento, è risultata positiva al tampone. Da qui sono partiti i controlli e il tracciamento dei contatti per le verifiche epidemiologiche, che hanno al momento individuato un'altra decina di infetti, ma il numero potrebbe essere molto più alto.

Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di sanità pubblica a Bologna, intervistato dal quotidiano, ha spiegato che "secondo noi i ragazzi coinvolti non hanno portato il virus dalla Spagna ma l’hanno preso qui. Io voglio lanciare un appello: bisogna fare attenzione. Non è il periodo delle feste. Se si organizzano, è bene che siano fatte all’aperto, con poche persone e in condizioni di massima sicurezza". Ira del sindaco della città, Virginio Merola, che ha annunciato lo studio di nuovi provvedimenti nei luoghi della movida cittadina, come la chiusura di alcune piazze, e altre misure restrittive per arginare il pericolo degli assembramenti durante le feste private. "Se una persona immagina che sia libera di fare quello che gli pare ha sbagliato città. Occorre che tutti comprendano che assembrarsi è la cosa peggiore da fare. Questa non è libertà, è menefreghismo", ha detto il primo cittadino, che ha aggiunto che l'eventuale chiusura di alcuni luoghi simbolo del divertimento "la valuteremo con il Prefetto. Se è necessario dare un altro segnale lo daremo. Le chiusure dei locali parlano chiaro. Dove si determinano gli assembramenti ci vogliono battaglioni di polizia per intervenire, quindi, dobbiamo trovare una strategia preventiva. Occorre la collaborazione da parte di tutti perché non si vanifichi il lavoro che stanno facendo negli ospedali e nelle scuole".