Alessandra Matteuzzi uccisa a Bologna, ultime news

Le reazioni dopo la sentenza per il femminicidio Matteuzzi: “Alessandra uccisa perché era una donna libera”

Dopo la condanna all’ergastolo di Giovanni Padovani, il 27enne che nell’agosto 2022 a Bologna ha ucciso a martellate l’ex compagna Alessandra Matteuzzi, 56 anni, commozione e sollievo tra le persone che la conoscevano. “Il dolore non può che rimanere enorme e incolmabile, ma in questo caso giustizia è stata fatta”, ha detto il cugino della donna.
A cura di Eleonora Panseri
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Alessandra Matteuzzi
Alessandra Matteuzzi
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Ha collaborato Beppe Facchini

Dopo la lettura della sentenza di condanna all'ergastolo di Giovanni Padovani, il 27enne che nell'agosto 2022 a Bologna ha ucciso a martellate l'ex compagna Alessandra Matteuzzi, 56 anni, tra le persone che la conoscevano ci sono grande commozione e sollievo

Per Padovani sono state riconosciute tutte le aggravanti: la premeditazione, i futili motivi, il legame affettivo con la vittima e lo stalking. "È un sollievo. Per Alessandra e per tutte le donne che vengono assassinate ogni giorno questa è la giustizia che volevamo", ha detto a Fanpage.it il cugino di Matteuzzi, Andrea.

L'aula del tribunale di Bologna durante il processo per Giovanni Padovani, accusato del femminicidio di Alessandra Matteuzzi - foto di Beppe Facchini
L'aula del tribunale di Bologna durante il processo per Giovanni Padovani, accusato del femminicidio di Alessandra Matteuzzi – foto di Beppe Facchini

"Il dolore non può che rimanere enorme e incolmabile, ma in questo caso giustizia è stata fatta. – prosegue – Ringrazio tutti, la città, il sindaco, le associazioni, anche voi giornalisti, tutti coloro che hanno prestato attenzione e solidarietà in quello che hanno potuto. È una parola che avevo espresso anche in occasione della prima fiaccolata per Alessandra e penso che questa rimanga la più importante. L'abbiamo sentita tutti noi della famiglia e devo dire ‘grazie'. Il sollievo arriva anche da coloro che l'hanno manifestata".

L'aula del tribunale di Bologna durante il processo per Giovanni Padovani, accusato del femminicidio di Alessandra Matteuzzi - foto di Beppe Facchini
L'aula del tribunale di Bologna durante il processo per Giovanni Padovani, accusato del femminicidio di Alessandra Matteuzzi – foto di Beppe Facchini

"Era ovvio che ci aspettassimo questo perché per avere giustizia si poteva dare solo l'ergastolo, visto quello che è successo. Ma, finché non ho sentito la parola, la mai paura era che non fosse così", ha detto invece Daniela Stanzani, migliore amica e collega della 56enne, anche lei presente in aula durante la lettura della sentenza. "Sono super contenta, anche perché finalmente Alessandra può riposare tranquilla. Alessandra era una persona meravigliosa, con un cuore enorme, buona e non si meritava di fare questa fine qui. Ci manca da morire e almeno adesso abbiamo avuto giustizia".

La donna ha commentato anche le parole pronunciate da Padovani poco prima che la Corte di assise di Bologna entrasse in Camera di consiglio per emettere la sentenza. "Sono state bruttissime, non mi aspettavo che parlasse oggi e sono state, come sempre, rivolte solo a se stesso. Non ha nessun senso di colpa, non ha chiesto scusa, lui dev'essere sempre al centro dell'attenzione. Ma per fortuna nessuno ci è caduto", aggiunge.

Giovanni Padovani
Giovanni Padovani

"Questa sentenza è arrivata e ora rubo le parole di Giovanni Padovani, quelle dette in quest'aula questa mattina. Nessuno ha vinto, siamo tutti sconfitti, la vera giustizia sarebbe che Alessandra fosse qui con noi. Ma Alessandra non c'è, è in un'urna cineraria. E il responsabile è Giovanni Padovani che era lucido e che ha premeditato l'omicidio della sua ex compagna", ha detto l'avvocata Chiara Rinaldi, legale che si è occupata della difesa della famiglia Matteuzzi.

"Sono state accolte tutte le aggravanti contestate, ci abbiamo sempre sperato e sempre creduto. Oggi la giustizia ha fatto il proprio corso. Questa mattina il cielo era scuro e uggioso ma il diritto ha squarciato quel cielo. E Alessandra, dalla metà sbagliata del cielo in cui si trova, forse un sorriso lo ha fatto", ha aggiunto.

"Tutte le accuse, comprese le aggravanti, sono state ritenute presenti dalla Corte e siamo molto soddisfatti. Ci contavamo, lo speravamo e adesso lo abbiamo ottenuto", ha detto invece il legale della mamma e della sorella di Alessandra, l'avvocato Antonio Petroncini.

In aula Petroncini durante la sua arringa ha detto che per Padovani Alessandra "era un oggetto, un burattino". "Se Alessandra si fosse annullata come persona e avesse accettato di essere completamente controllata in ogni minimo aspetto della sua vita, come lui pretendeva di fare, forse si sarebbe salvata", ha aggiunto dopo la lettura della sentenza. "Ma forse non avrebbe più avuto una vita degna di essere vissuta. Alessandra ha voluto riprendersi la sua vita, continuando a essere quello che era sempre stata educata a essere, una donna libera e questo non è stato accettato. Per questo è stata uccisa".

Alessandra Matteuzzi
Alessandra Matteuzzi

Erano presenti anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e le associazioni che si occupano di difendere le donne vittime di violenza. "Ci teniamo a dire che questa sentenza rende giustizia alla famiglia Matteuzzi e a tutte le donne di questa città che devono sapere di avere sempre il Comune di Bologna al loro fianco. Le istituzioni ci sono state come parte civile insieme a tutte le associazioni contro la violenza verso le donne. Oggi è una giornata ovviamente di grande commozione e tristezza, ma anche di certezza della pena e del diritto. Credo che questo sia molto importante in un Paese che volta le spalle continuamente alle donne e alle loro vite", ha detto il primo cittadino.

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