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Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, ora la struttura di Vasto chiede di trasferire mamma e bambini: “Non rispettano le regole”

La richiesta della casa famiglia sarebbe motivata da alcune criticità nella gestione quotidiana. Gli operatori riferiscono episodi di tensione e comportamenti non conformi ai protocolli.
A cura di Susanna Picone
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La casa famiglia di Vasto che ormai da mesi ospita i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia che viveva nei boschi di Palmoli ormai nota come la “famiglia nel bosco”, avrebbe chiesto al Tribunale per i minorenni dell'Aquila di valutare il trasferimento del nucleo in altra sede idonea. Ad anticipare la notizia sono i quotidiani "Il Centro” e “Il Messaggero”.

Il perché di questa richiesta di trasferimento sarebbe stata motivata da criticità nella gestione quotidiana dei bambini e della madre, che come loro viene ospitata nella struttura. Nel documento inviato nei giorni scorsi, in particolare, si evidenzierebbero difficoltà nel rispetto delle regole interne e delle modalità organizzative previste dalla comunità. E in particolare gli operatori della casa famiglia avrebbero riferito di episodi di tensione e comportamenti che vengono ritenuti non conformi ai protocolli, anche rispetto agli accessi e alla gestione degli spazi condivisi della struttura. Si riferisce inoltre del benessere dei tre minori: sarebbero emerse situazioni di disagio che richiederebbero ulteriori approfondimenti in loro tutela.

Intanto, rispetto alla polemica sui consulenti in riferimento alla perizia disposta dal Tribunale sulla capacità genitoriale della coppia, la consulente tecnica d'ufficio, Simona Ceccoli, ha ribadito la fiducia nella psicologa incaricata delle valutazioni, mentre gli avvocati della famiglia ne avevano chiesto la revoca dopo aver sollevato dubbi sulla terzietà e sull'opportunità di giudizi espressi sui social.

In una intervista rilasciata nei giorni scorsi, Nathan Trevallion si era detto pronto ad “accettare gli standard italiani” pur di ritornare con i figli che, a suo dire, sarebbero “tristi” e che “dal primo giorno chiedono di tornare a casa”. "Allargheremo il nostro casolare qui a Palmoli, ingloberemo un bagno a secco, rifaremo gli infissi. Un progetto di bioedilizia. Ci collegheremo alla rete elettrica, a quella idrica. In Italia per vivere in cinque devi avere almeno 66 metri quadrati di alloggio, in Inghilterra basta la metà. E in Australia i bagni a secco sono la normalità da vent’anni, là manca acqua. Avvieremo, comunque, la ristrutturazione, come chiede il Tribunale dei minorenni", aveva detto.

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