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Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, l’avvocato dei genitori smentisce la richiesta di risarcimento: “Vogliono solo i loro figli”

L’avvocato Marco Femminale, legale della “famiglia nel bosco”, spiega a Fanpage.it che non è stata presentata nessuna richiesta di risarcimento per i presunti danni psicologici che l’accertamento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila avrebbe causato. Sul tavolo resta invece la richiesta di riunire il nucleo familiare.
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Gli avvocati della "famiglia nel bosco", Danila Solinas e Marco Femminella, non hanno presentato nessuna richiesta di risarcimento per la vicenda che coinvolge l'accertamento sulla capacità genitoriale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Raggiunto da Fanpage.it, l'avvocato Femminella commenta spiegando che "non ci sono richieste di risarcimento in corso" e aggiunge: "È inqualificabile la spregiudicata speculazione su una storia di dolore". Poche parole con cui il legale chiude l'indiscrezione filtrata in queste ore su alcuni organi di stampa.

Resta in piedi, invece, la richiesta di riunire la famiglia. La Corte d’Appello dell’Aquila è chiamata a pronunciarsi, il prossimo 21 aprile, su questa nuova richiesta presentata dagli avvocati della coppia anglo-australiana. A questo scopo, il primo aprile, Nathan ha preso possesso della casa green messa a disposizione dal Comune di Palmoli.

Il sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli ha spiegato che al momento della consegna delle chiavi Nathan ha chiarito che con la moglie Catherine preferisce continuare a vivere nel rudere nel bosco insieme ai loro animali, e tenere la casa disponibile per accogliere i loro tre bambini che da novembre vivono nella casa famiglia di Vasto.

Alla base della richiesta di riunire la famiglia c'è la "sofferenza psicologica significativa" causata ai piccoli dalla separazione dai genitori, come emerge nell'ultima relazione presentata dai consulenti dei Birmingham-Trevallion, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello.

Gli esperti di parte hanno criticato apertamente le modalità con cui i servizi sociali stanno seguendo il nucleo familiare durante l'accertamento disposto dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila, e sottolineato la necessità per i bimbi di tornare con i genitori. I consulenti hanno posto l'accento sul trauma che potrà accompagnare i bambini anche in età adulta a causa dello sradicamento dalla loro casa, seguito poi lo scorso 6 marzo dall'allontanamento della madre dalla casa famiglia.

"Il protrarsi dell'attuale assetto relazionale e operativo, privo delle necessarie misure di accompagnamento e di tutela, mantiene attiva la risposta traumatica nei minori e configura un fattore di rischio clinicamente rilevante per l'insorgenza di ulteriori e documentabili danni alla salute mentale dei bimbi", si legge nella relazione firmata da Cantelmi e Aiello.

Questa nuova relazione è contenuta nell'istanza con cui gli avvocati Solinas e Femminella sostengono la richiesta di ricongiungimento su cui i giudici si pronunceranno tra poche settimane.

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