Famiglia nel bosco, Cantelmi: “Catherine tormentata, dall’allontanamento non ha più incontrato i figli”

"Sto lottando sapendo che i miei figli sono malati e non mi è stato nemmeno permesso di vederli e confortarli". Sono le parole di Catherine Birmingham, la mamma della "famiglia nel bosco", che dal 6 marzo vive separata dai suoi tre figli.
È lo psichiatra e consulente di parte dei coniugi Birmingham-Trevallion, Tonino Cantelmi a scegliere di rendere pubblici i frammenti di una lunga conversazione notturna in cui Catherine si lamenta di non poter stare vicina ai figli mentre hanno la febbre per effetto dell'ordinanza con cui il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ne ha disposto l'allontanamento dalla casa famiglia di Vasto in cui risiedono i bambini.
Raggiunto da Fanpage.it, Cantelmi spiega che ha deciso di farlo per "restituire a Catherine la dignità e accompagnare il suo dolore, scambiato superficialmente come ostilità. Quale madre potrebbe stare tranquilla in una situazione simile? E poi perché si sappia che ogni giorno che passa aumenta il dolore". E aggiunge: "Dall'allontanamento non ha mai incontrato i figli".
Lo psichiatra, come prevede il suo ruolo di consulente di parte, da sempre chiede la riunificazione del nucleo familiare in ragione del profondo dolore che la sospensione della potestà genitoriale starebbe causando non solo ai bambini, ma anche agli adulti coinvolti in questa vicenda. Ha sostenuto questa tesi con una relazione realizzata con l'altra consulente della famiglia, la psicologa Martina Aiello. Oggi torna a rivolgersi direttamente alla stampa riportando l'ultima conversazione avuta proprio da Aiello e dall'avvocata Danila Solinas con Catherine.
“Sto davvero lottando sapendo che i miei figli sono malati e non mi è stato nemmeno permesso di visitarli – dice la donna – Questo è molto sbagliato sotto tutti i punti di vista. Quali accuse possono giustificare la separazione forzata dai miei figli? In che modo ho abusato, danneggiato o trascurato i miei figli?”.
La famiglia viveva dal 2021 in un casolare nel bosco di Palmoli, in Abruzzo, senza acqua corrente ed elettricità, circondati dagli animali all'interno dei due ettari di terreno di loro proprietà. Quel bosco era tutto il loro mondo: i bimbi non erano mai andati a scuola, e oltre a non saper né leggere né scrivere non sapevano parlare l'italiano in maniera fluente. Lo scorso novembre, quindi, i giudici hanno disposto la sospensione genitoriale nei confronti di Catherine e del marito Nathan Trevallion e l'avvio dell'iter volto ad accertare la capacità dei coniugi di prendersi cura dei bimbi, una femmina di 8 anni e due gemelli di 7.
Fin dall'inizio è stato accertato che i genitori non hanno mai compiuto violenze sui piccoli, e per questo Catherine chiede di quale reato si sia macchiata per meritarsi quella che considera una punizione immotivata: “Semplicemente non ce la faccio in questo momento. Non riesco a dormire preoccupandomi per tutti e tre. Sono spaventati, depressi e ora separati dalla madre, dal padre, dagli animali, dalla casa e dalla vita che conoscono e amano".
Gli accertamenti del Tribunale si concluderanno tra maggio e giugno, quando la consulente nominata dal Tribunale, Simona Ceccoli, consegnerà la relazione sulla capacità genitoriale. Nel frattempo, però, i figli potrebbero essere affidati al padre all'interno della casa green messa gratuitamente a disposizione dal sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli. La madre, invece, in ragione dell'ostilità che avrebbe dimostrato nei confronti dei servizi sociali, potrebbe non essere coinvolta in questa prima riunificazione.