Famiglia nel bosco, a marzo la perizia sui bambini: avvocati chiedono di farla fuori dalla struttura protetta

Si terranno il 6 e 7 marzo le perizie psicologiche sui bambini della "famiglia nel bosco". Catherine Birmingham e Nathan Trevallion si sono visti sospendere la potestà genitoriale sui loro tre figli lo scorso novembre, quando il Tribunale per i minori dell'Aquila ha deciso il trasferimento dei piccoli nella casa famiglia di Vasto.
I piccoli si trovano ancora nella struttura dove vive anche la madre che però può vederli solo a orari prestabiliti. Il padre invece si reca in visita quattro volte alla settimana. Secondo i medici dell'Asl di Lanciano-Vasto-Chieti questa situazione starebbe causando ai bambini uno stato di profondo "disagio e sofferenza". Una condizione che adesso dovrà essere confermata anche dalla consulente tecnica nominata dai giudici aquilani.
La guerra per i bimbi della famiglia anglo-australiana che dopo il Covid ha scelto di vivere nella natura nel bosco di Palmoli si sta combattendo a colpi di perizie e consulenti. La loro realizzazione però rischia di protrarsi fino a giugno, ipotesi che i legali della famiglia stanno cercando di scongiurare attraverso una nuova istanza di ricongiungimento. In questo modo i piccoli potranno essere sottoposti alle valutazioni senza restare separati dall'ambiente familiare.
Un altro compromesso nell'ottica del benessere dei minori potrebbe essere quello di affidare temporaneamente i bambini alle parenti di Catherine, in modo da consentire il ritorno in famiglia. A questo scopo sarebbe venuta in Italia la sorella della donna, Rachael Birmingham, insieme alla madre. La donna, di professione psicologa, potrebbe anche avere intenzione di fare sentire la propria voce circa l'educazione dei tre nipotini davanti al Tribunale.
Sul tavolo c'è anche la questione della casa dove la famiglia potrebbe riunirsi a breve. Al momento, infatti, è in fase di restauro il casolare nel bosco, un tema toccato con Fanpage.it dal consulente nominato dalla difesa dei Trevallion, lo psichiatra Tonino Cantelmi. Secondo il docente dell'Università Gregoriana, la famiglia è aperta a venire incontro alle richieste del Tribunale non solo per quanto riguarda l'educazione dei bimbi e i cicli vaccinali, ma anche in relazione alle condizioni abitative: "La famiglia ha dato l'incarico di costruire un bagno normale al posto del bagno a secco di prima". Uno dei profili problematici riscontrati dai servizi sociali era proprio relativo alle condizioni di vita dei bambini all'interno del casolare privo, tra le altre cose, di acqua corrente.
Lo psicologo però ci aveva segnalato anche che "la famiglia forse è più avanti di noi", e che "i bagni a secco sono innovativi, regolamentati dalla Comunità Europea per gli ecovillaggi. Qui il compost viene utilizzato per fertilizzare i frutteti, gli alberi. Esiste un'ampia normativa dell'Unione Europea, è la conferma del loro approccio innovativo".