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Famiglia che vive nel bosco

Famiglia bosco, a Vasto scritte contro assistenti sociali: “Sequestrano i bimbi”. Il sindaco: “Frutto di odio”

A Vasto compaiono scritte contro giudici e assistenti sociali ritenuti responsabili di aver separato “famiglia nel bosco”. A Fanpage.it il sindaco di Vasto spiega: “Se state emesse delle ordinanze ci saranno dei motivi e si rispettano”. Intanto Catherine Birmingham non vedrà i figli nel giorno del suo compleanno.
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Le scritte contro gli assistenti sociali apparse a Vasto
Le scritte contro gli assistenti sociali apparse a Vasto
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A Vasto sono apparse scritte contro giudici, assistenti sociali e polizia su diversi edifici della città, compresa la scuola. "Gli assistenti sociali e i giudici sequestrano i bambini", "Bimbi strappati alla famiglia crimine nazista", "Questura nuova Gestapo" e altre ancora, tutte riferite al caso della "famiglia nel bosco".

Da novembre 2025, i tre gli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion si trovano proprio all'interno della casa famiglia presente in città, e fino al 6 marzo con loro c'era anche la madre, ma a seguito dell'ordinanza del Tribunale per i minorenni dell'Aquila è stata allontanata perché ritenuta poco incline a seguire le regole. Da quel momento le è stato consentito di vedere i piccoli – una bambina di 8 anni e due gemelli di 7 – solo una volta, ed è improbabile che le venga consentito un nuovo incontro nel giorno del suo compleanno.

L'attenzione mediatica sul caso è altissima, e mentre le notizie di risarcimenti che sarebbero stati chiesti alla giustizia civile vengono smentite a Fanpage.it dagli avvocati della coppia, cresce l'indignazione di "gruppi di persone fomentate da una certa politica". Questa l'accusa mossa dal sindaco di Vasto, Francesco Menna, che ha denunciato la deturpazione della sua città.

Una delle scritte apparse a Vasto denunciate dal sindaco Francesco Menna
Una delle scritte apparse a Vasto denunciate dal sindaco Francesco Menna

Raggiunto da Fanpage.it, Menna spiega: "Ho denunciato tutto, ma quelli che hanno imbrattato i muri con queste scritte non sono cittadini di Vasto, sono gruppi che possono venire da qualsiasi parte dell'Italia e del mondo. Sono il frutto della comunicazione di certa politica che sta fomentando l'odio nei confronti dei giudici".

A seguito della sospensione della potestà genitoriale, i tre bimbi nel bosco sono stati allontanati dal casolare nel bosco di Palmoli – privo di elettricità e acqua corrente – per essere spostati nella casa famiglia di Vasto, "una delle più antiche e prestigiose del territorio – sottolinea il primo cittadino – fa capo a una fondazione dove tra l'altro c'è sia il Comune che la curia".

I piccoli resteranno qui probabilmente almeno fino ai mesi di maggio e giugno, quando gli accertamenti del Tribunale non arriveranno alla conclusione con la perizia realizzata dall'esperta incaricata dai giudici dell'Aquila. "Le sentenze si rispettano. Se sono state emesse delle ordinanze ci saranno dei motivi", conclude Menna.

I legali della coppia anglo-australiana sperano però che, in attesa del termine dell'accertamento, i bimbi possano tornare sotto lo stesso tetto dei genitori. Un responso atteso per il 21 aprile, e al cui scopo Nathan ha firmato il contratto per una casa green del Comune di Palmoli dove ha in programma di stabilirsi con i figli in attesa di terminare la ristrutturazione del casolare nel bosco. La grande incognita resta Catherine, con la quale gli assistenti per il momento propongono solo videochiamate con i suoi bimbi.

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