“Facevo il bagnino, mi pagavano anche in nero e ho visto colleghi sfruttati. Ora sono in Australia, non tornerò”

Due stagioni da lavoratore sulla Riviera Romagnola, un lavoro da animatore in Egitto e tre anni fa la decisione di trasferirsi in pianta stabile in Australia. È il riassunto in poche righe degli ultimi anni di vita di Giovanni Nardi, 37 anni, nato e cresciuto in Romagna. Anche lui, come tanti, ha vissuto l'esperienza da lavoratore stagionale in diverse strutture ricettive sulla Riviera. "Ho fatto anche l'animatore in Egitto. Ci sono andato tramite un'agenzia italiana perché non trovavo lavoro nel nostro Paese. Se possibile, lì le condizioni di lavoro sono state anche peggiori" spiega a Fanpage.it in un'intervista telefonica realizzata con 8 ore di fuso orario.
"In Italia sono stato anche abbastanza fortunato rispetto ad amici e colleghi – ha sottolineato -. Ho preso il brevetto da bagnino di salvataggio nel 2011 e poi sono andato a lavorare in Riviera nell'estate del 2018, in un albergo a 4 stelle di Cervia. Ero bagnino nella piscina esterna alla struttura, mi occupavo anche di apertura e chiusura oltre che degli ombrelloni e dei lettini. Il mio contratto era stagionale, da maggio a metà settembre. Guadagnavo 1500 euro al mese per 8 ore al giorno. Non me la passavo male rispetto ad altri colleghi che, poveracci, dovevano lavorare anche senza giorni di riposo: le colleghe bariste prendevano due euro l'ora per 9 ore e alla fine della giornata portavano a casa 20 euro".
"Le mie colleghe avevano un carico di lavoro molto maggiore, nel weekend dovevano preparare buffet di benvenuto per i nuovi ospiti e l'aperitivo. Per me nel fine settimana il lavoro aumentava di poco, eppure venivo pagato meglio. La settimana di Ferragosto il giorno libero non era contemplato, ma in busta paga non arrivavano soldi in più. Alla fine della stagione ero distrutto, ma non ero quello che stava peggio".
Prima di arrivare nell'albergo di Cervia, Giovanni ha ricevuto diverse proposte. "Tutte peggiori – precisa -. Una persona mi aveva offerto 1300 euro per 3 mesi, 12 ore al giorno senza il riposo settimanale. Avrei dovuto occuparmi del salvataggio e anche dei corsi di nuoto per i bambini".
Dopo l'esperienza a Cervia, la decisione di andare a lavorare come animatore in Egitto, sempre tramite un'agenzia italiana. "Qui, se possibile, le cose sono andate anche peggio. Non trovavo lavoro nel nostro Paese, così sono partito per l'Egitto. Mi avrebbero pagato il biglietto di andata e di ritorno e l'alloggio era gratuito. Quando sono arrivato però ho scoperto che la paga era di 500 euro e che avrei lavorato dalle 9 a mezzanotte con un paio d'ore di stacco durante il giorno. Appena atterrato, il mio capo mi ha tolto il passaporto perché dovevo ‘ripagare' i biglietti aerei che avevano pagato per me e fino ad allora non avrei potuto andarmene".
"Quello che mi fa rabbia – ha spiegato – è che non contemplano neppure che tu possa lamentarti, perché ti dicono che vai in Egitto a divertirti. Io ho pensato: ‘Il mio lavoro è essere felice, ma non vuol dire che io sia felice'. Dopo quell'esperienza nel 2020 ho fatto l'ultima stagione in Riviera in un albergo a 5 stelle. Prendevo 1500 euro al mese ma il TFR era compreso e l'ho scoperto solo dopo perché avevano ‘dimenticato' di dirmelo durante il colloquio. Ricevevo 1200 euro in busta paga e il resto in contanti, ovviamente in nero. In questo modo percepisci molti meno soldi con la disoccupazione in inverno".
"A volte vedo in Tv i titolari degli stabilimenti balneari della Riviera lamentarsi perché non trovano personale – ha sottolineato il 37enne -. Mi viene da ridere quando accade, perché i motivi per cui la gente non vuole più lavorare al mare sono tantissimi. Il titolare di uno stabilimento alla fine dell'estate ha abbastanza soldi per andarsene all'estero per sei mesi, mentre i bagnini, gli animatori e i baristi che hanno lavorato per lui fanno fatica a superare l'inverno".
Per questo motivo Nardi ha poi deciso di trasferirsi in Australia circa 3 anni fa. "Qui faccio il meccanico. Non era il mio settore questo, ho fatto due anni di scuola. Adesso sto lavorando e appena avrò l'attestato potrò chiedere la residenza permanente".
"In Australia mi trovo benissimo, è un altro mondo. Qui c'è il salario minimo, tanto per iniziare, ed è illegale essere pagati 2 euro all'ora. Qui sono circa 24 dollari minimi ogni ora e alla fine del tuo turno di lavoro vai a casa. Al momento non tornerei in Italia in pianta stabile, qui si vive bene e ci si può godere serenamente la vita".
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