Espulso dall’Italia, si sposa e torna col cognome della moglie ma per lui c’era una pena da scontare: 38enne in cella
Dopo l’espulsione dall’Italia, aveva fatto di tutto per poter tornare nel nostro Paese arrivando a sposarsi in Patria e a cambiare nome prendendo quello della consorte, ma non aveva fatto i conti con i tempi della nostra giustizia che si è ricordata che doveva scontare ancora una pena e così è finito in cella. È la storia di un 38enne arrestato nelle scorse settimane a Mesola, in provincia di Ferrara, per la violazione delle disposizioni in materia di divieto di reingresso sul territorio nazionale ma anche per scontare un accumulo di pene di precedenti piccole condanne.
Tutto nasce nell’estate dello scorso anno, quando per l’uomo era scattato un provvedimento di espulsione firmato dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna che era stato effettivamente eseguito in agosto col rimpatrio nel proprio Paese d’origine e l’obbligo tassativo di non fare rientro in Italia. Pochi mesi dopo, però, attraverso l’escamotage del cognome della neo moglie, era tornato nuovamente in Italia con un volo per Bologna e aveva ripreso la normale vita in Italia stabilendosi nel Ferrarese.
Un trucco ben concepito e che si è rivelato fruttuoso per eludere i controlli di frontiera visto che, grazie ai nuovi documenti identificativi col cognome appena acquisito, è riuscito a sbarcare nuovamente in Italia senza problemi. Tutto sembrava andare nel migliore dei modi per il 38enne che però non aveva fatti i conti con i tempi della giustizia italiana.
Nel settembre scorso, infatti, la Procura della Repubblica di Bologna ha emesso nei suoi confronti un ordine di carcerazione per l’espiazione di un cumulo di pene di oltre quattro mesi di reclusione relativo a reati commessi tre anni fa, nel 2022. Così, quando i carabinieri sono andati a cercarlo per notificargli il provvedimento, hanno scoperto che quell’uomo ora aveva un altro nome. I dubbi dei militari relativi alla reale identità dell’uomo, infatti, hanno portato ulteriori approfondimenti investigativi da parte dei carabinieri della Stazione di Mesola che infine sono riusciti a ricostruire l’intera sequenza dei fatti.
Per il 38enne è scattato così l’arresto per reingresso illegale che il Tribunale di Ferrara oggi ha convalidato disponendo però formalmente la sua rimessa in libertà in attesa del processo. L’uomo però rimane in carcere per la precedente condanna.