Il ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, aveva anticipato la scorsa settimana le novità dell'esame di Maturità 2020: ritorno della traccia storica alla prima prova, quella d'italiano, e abolizione del sistema delle tre buste. Ma la rivoluzione dell'esame di Stato che a giugno prossimo si troveranno ad affrontare gli studenti del quinto anno delle superiori non finiscono qui. La conferma è arrivata dalla circolare del Miur, pubblicata nel pomeriggio di ieri, lunedì 25 novembre, sugli account social del dicastero di viale Trastevere con le prime indicazioni sulle modifiche apportate. Tra queste, sarà necessario per l'ammissione alla prova finale aver sostenuto l'Invalsi durante l'ultimo anno scolastico e il ritorno dell'ex alternanza scuola-lavoro.

Maturità 2020, i requisiti per l'ammissione: Invalsi e alternanza scuola-lavoro

Per quanto riguarda l'ammissione all'esame di Stato, oltre alla frequenza e al profitto scolastico, dovranno essere verificati altri due requisiti preliminari secondo la nuovissima circolare del Miur: la partecipazione, durante l’ultimo anno di corso alle prove a carattere nazionale predisposte dall'Invalsi e l'effettivo svolgimento delle attività programmate nell'ambito dell'ex alternanza scuola/lavoro, quelli che ora sono chiamati "Percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento", secondo il monte ore previsto dai singoli indirizzi di studio. Questo perché, spiega il Miur nella circolare, non essendo intervenute norme che rinviassero ulteriormente queste misure (cosa che invece è accaduta lo scorso anno), i requisiti d'ammissione all'esame tornano ad essere quelli previsti dalla legge 62/2017. Da ricordare che, per quanto riguarda le prove Invalsi, è requisito di ammissione solo la partecipazione ai test e non l'esito delle prove. "Ho aperto una riflessione critica sulle prove Invalsi ma interpreto il ruolo di ministro con prudenza e responsabilità. Ci sono dei passaggi di legge da rispettare", ha spiegato Fioramonti. "Personalmente – ha continuato – resto dell'opinione che queste prove vadano ripensate: possono essere utili per evidenziare le fragilità del nostro sistema di istruzione. Ad ogni modo i loro esiti non influiranno in alcun modo sull'ammissione alla Maturità". Si ricorda che le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese di quinta superiore si svolgeranno dal 2 al 31 marzo 2020.

Torna la storia alla prima prova della Maturità 2020

Come già annunciato da ministro dell'Istruzione, Fioramonti, torna la traccia di storia alla prima prova scritta di Italiano tra quelle della tipologia B (analisi e produzione di un testo argomentativo), togliendo tale scelta, come avvenuto nel 2019, dalla discrezionalità delle commissioni ministeriali predisposte alla creazione delle tracce. "La scelta – si legge nella circolare – è motivata dalla consapevolezza che la storia costituisce disciplina fondamentale nella formazione degli studenti di tutti i percorsi di studio e che vada, quindi, valorizzata anche nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione".

Maturità 2020, rivoluzione orale: addio alle tre buste

Ma la novità più attesa dagli studenti per quanto riguarda la Maturità 2020 riguarda di certo l'orale. Fioramonti lo aveva annunciato già nei giorni scorsi partecipando ad una videochat di Skuola.net: sarà abolito il sistema delle tre buste. Non ci sarà più il sorteggio di materiali contenuti in una delle tre buste proposte dal Presidente della commissione d’esame, da cui far partire l'ultima prova d'esame. Il colloquio finale, dunque, prenderà avvio mediante l’analisi da parte dello studente dei materiali preparati dalla commissione d’esame in un’apposita sessione di lavoro, con la finalità di "verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera". Non tornerà neppure la tesina, l'approccio sarà comunque multidisciplinare ma "non sarà una roulette".