Emanuele Galeppini morto a Crans-Montana, l’avvocato: “Esami su fumi inalati sveleranno cosa c’era nel bar”

"Si attendono gli esiti degli esami sui fumi inalati da Emanuele Galeppini, saranno fondamentali per capire il tipo di materiale utilizzato all'interno del locale della strage di Crans Montana". A Fanpage.it lo specifica l'avvocato della famiglia di Emanuele Galeppini, il legale Alessandro Vaccaro, tra le sei vittime italiane dell'incendio nel locale La Constellation la notte di capodanno.
Si attende la relazione dei medici legali che hanno eseguito le autopsie sui ragazzi italiani che verrà depositata negli atti delle indagini della Procura di Roma che, in parallelo con quella svizzera, sta cercando di risolvere tutti i dubbi della tragedia. Gli inquirenti hanno aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio colposo.
Atteso era soprattutto il risultato degli accertamenti eseguiti su Emanuele Galeppini perché il cadavere non presentava segni di ustioni. L'autopsia ha svelato però che il decesso è avvenuto per asfissia: i periti Sabina Strano Rossi, Fabio di Giorgio e Antonio Oliva hanno escluso trauma da schiacciamento e ustioni. La relazione verrà depositata tra qualche settimana.
Fondamentali saranno le analisi anche sui tipi di fumo che Emanuele Galeppini ha respirato perché questo sarà indispensabile per capire il materiale utilizzato all'interno del locale e che ha preso fuoco. A partire dai bassi pannelli posizionati sul soffitto che sono stati avvolti dalle fiamme una volta che le candele scintillanti li hanno toccati.
Intanto nella mattina di ieri 22 gennaio l'avvocato Vaccaro ha depositato una istanza per procedere con la cremazione della salma del ragazzo. Dopo il funerale infatti era stato tutto sospeso per procedere con l'esame autoptico.
Arrivano invece buone notizie dall'ospedale Niguarda di Milano. L'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha precisato che due giorni fa "è stata trasferita una prima ragazza dal Niguarda all'ospedale di Cesena per favorire la vicinanza alla famiglia. Nei prossimi giorni, se il quadro clinico continuerà a migliorare, sarà possibile dimettere alcuni dei ragazzi ricoverati. Fin dal primo minuto il nostro impegno è stato quotidiano e costante: li stiamo seguendo e curando come se fossero nostri figli o, per quanto mi riguarda, nipoti".
Bertolaso aggiunge che dai feriti "stiamo ricevendo da loro risposte straordinarie e il nostro sistema ospedaliero sta dimostrando ancora una volta qualità, efficacia e grande umanità. I percorsi di cura restano complessi e di lunga durata e prevedono ulteriori fasi di controllo e prevenzione, che proseguiranno nelle prossime settimane".
E conclude: "L'obiettivo è arrivare presto a poter dire che tutti sono definitivamente fuori pericolo di vita. Non possiamo ancora affermarlo, ma il percorso intrapreso è quello giusto. Anche in questa circostanza la sanità di Regione Lombardia sta dando il meglio di sé, mettendo al centro la tutela e la cura dei propri ragazzi".