Sono finalmente ultimate le tre perizie chiave nel caso di Elisa Pomarelli, la venticinquenne uccisa a Carpaneto Piacentino lo scorso agosto dall'amico Massimo Sebastiani, reo confesso. Il primo dei tre esami le cui conclusioni sono arrivate in questi giorni sul tavolo del sostituto procuratore Ornella Chicca è la perizia dei Ris sulle impronte digitali rinvenute su una lettera consegnata dai carabinieri a Silvio Perazzi, l'uomo nella cui casa si è nascosto per settimane il femminicida Massimo Sebastiani. Gli altri riguardano le indagini genetico-forensi e medico-legali sul corpo della vittima e l’esame entomologico, svolto da Simonetta Lambiase, per stabilire da quanto il cadavere di Elisa si trovasse nei boschi di Gropparello di Sariano.

Elisa Pomarelli fu uccisa da Massimo Sebastiani lo stesso giorno della sua scomparsa, domenica 25 agosto 2019, nel pollaio dell'abitazione di Massimo Sebastiani, operaio tornitore. Secondo le ipotesi della Procura, il Sebastiano avrebbe reagito alla decisione della ragazza di interrompere o diradare la loro frequentazioni perché, come il Sebastiani sapeva già, Elisa era lesbica e frequentava una ragazza. È stato proprio il femminicida a far ritrovare il corpo dopo una dozzina di giorni di latitanza, durante i quali si è nascosto nella casa dell'ex suocero, Silvio Perazzi, eludendo così le ricerche delle forze dell'ordine che lo cercavano dal giorno della scomparsa di Elisa nei boschi dove era stato visto dirigersi. Sebastiani ha confessato il delitto giustificandolo con un momento di ‘buio'.

Le conclusioni delle perizie sembrano oggi confermare quanto già ricostruito dalla Procura di Piacenza. Sulla lettera rivenuta dal Perazzi, ex suocero di Sebastiani e suo presunto complice, oggi accusato di favoreggiamento per aver aiutato l’ex genero a nascondersi, ci sono le sue impronte. In quella lettera, rivelatasi un depistaggio dell'assassinio, Sebastiani aveva scritto di non aveva più visto Elisa dopo l'ultimo pranzo insieme. Gli esami sul corpo di Elisa, invece, non hanno rivelato tracce genetiche riconducibili al Sebastiani (come cellule sotto le unghie), confermando il fatto che la ragazza non ha avuto la possibilità di difendesi e lottare con l'assassino, ma è stata sorpresa dall'aggressione.  Ora che sono stati consegnati, i dati delle tre perizie potranno essere esaminati dagli avvocati della difesa di Sebastiani, da quella del Perazzi e dagli avvocati che assistono la famiglia Pomarelli. Se non vi saranno ulteriori richieste l'autorità giudiziaria potrà dare il nulla osta per i funerali. La famiglia Pomarelli, infatti, è in attesa di poter dare l'ultimo saluto a Elisa dal suo ritrovamento, a settembre 2019.