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Eleonora ferita a Crans-Montana: “Da 10 giorni non ha più il suo telefono, sembriamo più indagati che vittime”

A Fanpage.it l’avvocato Piero Venturi, il legale che assiste Eleonora Palmieri, rimasta ustionata al volto nel rogo di Crans-Montana: “È da 10 giorni che Eleonora non ha più il suo telefono, ma lei non ha alcun materiale utile. È uno stress nello stress”.
A cura di Giorgia Venturini
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Eleonora Palmieri e il fidanzato Filippo.
Eleonora Palmieri e il fidanzato Filippo.

"È da 10 giorni che Eleonora non ha più il suo telefono, la Procura glielo ha sequestrato – come ha fatto con quello di tutte le altre vittime – per recuperare foto e video della strage di Crans-Montana ma lei non ha nessun materiale utile. Sembriamo più indagati che vittime". Lo ha precisato a Fanpage.it l'avvocato Piero Venturi, il legale che assiste Eleonora Palmieri, rimasta ustionata al volto nel rogo del Le Constellation la notte di Capodanno. La ragazza, 29enne veterinaria di Cattolica, fortunatamente è sopravvissuta: dopo diversi giorni all'ospedale Niguarda di Milano è riuscita a tornare a casa. Intanto le indagini vanno avanti, sia a Roma che in Svizzera. Tra gli accertamenti da fare, anche quelli sul cellulare delle vittime: si cercano video e foto prima (o forse anche durante) della tragedia che possano risolvere alcuni dubbi. Come quelli sulle vie di fuga e sui dispositivi di soccorso.

L'avvocato Piero Venturi precisa: "Ho ricevuto una Pec in cui la Procura generale di Roma indica il giorno degli accertamenti sui cellulari. Ovvero il giorno in cui verrà nominato un tecnico per l'estrazione forense di video, chat e foto che riguardano la strage di Crans-Montana da tutti i cellulari delle vittime, che hanno già sequestrato da giorni". Così anche il cellulare di Eleonora "anche se abbiamo spiegato più volte che non ha fatto alcun video o foto, non ha fatto in tempo a fare nulla: è rimasta vicino alle scale e poi è stata travolta prima dalla folla e poi dal fumo. Nonostante lo abbiamo detto ce lo hanno sequestrato. Ci siamo un po' risentiti. La mia assistita non ha il cellulare da giorni".

Quale sarebbe stata l'alternativa migliore? "Siamo vittime e abbiamo tutta l'intenzione di collaborare, potevano però chiederci di girarci tutto via email qualora avessimo avuto video e foto. La mia assistita è una dottoressa, ha molto materiale sul telefono. È uno stress nello stress". La sensazione per l'avvocato è che si sia passati da persona offesa a indagato, sottolineando che è raro che si sequestri il cellulare di una vittima.

Oggi 20 febbraio conferiranno l'incarico e il perito impegnerà altro tempo per fare le analisi. L'avvocato Venturi ha fatto istanza per chiedere di avere indietro il cellulare di Eleonora Palmieri: "Mi hanno risposto che lo avremo solo ad accertamento tecnico avvenuto. Intanto le hanno ridato la Sim, ma non ha ancora tutto il resto".

La Procura di Roma, che ieri ha avuto un incontro con quella svizzera, sta facendo tutti gli accertamenti del caso per cercare di risalire alla dinamica esatta della tragedia che è costata la vita a 40 ragazzi e a oltre 100 feriti. Gli indagati al momento sono i gestori del locale, Jacques e Jessica Moretti, l'attuale responsabile della sicurezza pubblica del Comune, Christophe Balet, e il suo predecessore.

Nel dossier della Procura svizzera ci sono già le immagini del locale il giorno successivo alla strage. Il fascicolo, conservato negli atti della Procura, documenta ogni dettaglio del seminterrato e dei punti in cui le fiamme hanno avuto origine e si sono propagate. In alcune foto appare chiaramente la porta di servizio sbarrata da un chiavistello: alcune persone sono morte nel tentativo di aprirla. Quella porta è sempre rimasta chiusa. Ecco quindi la necessità di recuperare più foto possibili per definire nel dettaglio quali materiali sono stati usati ed eventuali responsabilità degli indagati.

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