È morto Claudio Sterpin, era l’amico di Liliana Resinovich

È morto nella notte Claudio Sterpin, 85 anni, figura molto nota a Trieste e diventata negli ultimi anni uno dei volti più esposti nella richiesta di verità sulla morte di Liliana Resinovich. A darne notizia è stata la trasmissione Quarto Grado, che più volte lo aveva ospitato e seguito nelle sue prese di posizione pubbliche.
Sterpin, classe 1939, era ricoverato da alcuni giorni all’Ospedale di Cattinara. Le sue condizioni si erano aggravate nelle ultime ore, fino al decesso avvenuto durante la notte.
Ex maratoneta, aveva percorso in carriera oltre 200 mila chilometri, partecipando e vincendo gare anche a livello internazionale. Amava ricordare con orgoglio anche il periodo trascorso nei bersaglieri – “bersaglieri una volta, bersaglieri per sempre”, ripeteva – e i quarant’anni di lavoro come autista. A Trieste era una presenza familiare: lo si vedeva al Tuffo delle Clanfe d’estate, nei bagni di Capodanno in mare, alle manifestazioni pubbliche. Un carattere diretto, energico, abituato alle sfide.
Il suo nome, però, è diventato noto a livello nazionale per il legame con Liliana Resinovich. Amico speciale della donna, fu l’ultima persona a sentirla al telefono la mattina del 14 dicembre 2021, pochi minuti prima che scomparisse nel nulla. Da quel momento Sterpin ha scelto di esporsi in prima persona, sostenendo con fermezza che Lilly non si fosse tolta la vita. Una convinzione ribadita davanti agli inquirenti, nelle interviste televisive e negli incontri pubblici, senza arretrare di un passo.

Nel messaggio diffuso dalla redazione di Quarto Grado si ricorda proprio questa sua determinazione: la stessa con cui correva, lavorava, partecipava alla vita cittadina, l’ha messa nella battaglia per fare luce sulla fine dell’amica.
La vicenda Resinovich resta una delle più controverse degli ultimi anni. La 63enne scomparve da Trieste il 14 dicembre 2021; il suo corpo fu ritrovato il 5 gennaio 2022 in un’area boschiva, chiuso in sacchi della spazzatura. Fin dall’inizio il caso ha diviso opinione pubblica e investigatori tra l’ipotesi del gesto volontario e quella di un evento violento. In questo contesto, la voce di Claudio Sterpin è stata una delle più costanti nel chiedere approfondimenti e chiarimenti. Con la sua morte si spegne un protagonista diretto di quella vicenda, ma non l’interrogativo che continua ad accompagnarla.
"Purtroppo è mancata una persona che ha sempre combattuto perché si sapesse la verità e non ha mai cambiato idea". È il commento a caldo di Sergio Resinovich, il fratello di Liliana, alla notizia della morte di Sterpin. "Ha sempre seguito la sua strada e le sue dichiarazioni mai state smentite, purtroppo se ne è andato prima…", ha proseguito.