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Conflitto in Ucraina
27 Aprile 2022
19:15

È finita l’era del gas e del petrolio russo in Europa

Dopo lo stop all’esportazione di gas russo verso alcuni Paesi dell’Ue, Ursula Von der Leyen è stata chiara: “L’era dei combustibili fossili russi in Europa finirà prima possibile”
A cura di Tommaso Coluzzi
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"L'era dei combustibili fossili russi in Europa finirà, siamo determinati nel farlo accadere il prima possibile". Con queste parole la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha indicato la strada all'Unione. Mai più petrolio e gas russi. Va sottolineato, però, che non potrà accadere nel brevissimo termine, ma la guerra in Ucraina ha segnato un punto di non ritorno che in ogni caso influenzerà la politica europea sull'energia nei prossimi anni. "Oggi Putin ha fallito ancora una volta con il suo tentativo di seminare divisione tra gli europei", ha scritto la Von der Leyen riferendosi alla chiusura dei rubinetti del gas verso Polonia e Bulgaria.

In un punto stampa tenuto oggi a Bruxelles, la presidente della Commissione Ue ha annunciato: "L'annuncio di Gazprom di bloccare in modo unilaterale le consegne di gas ad alcuni Stati membri è un'altra provocazione del Cremlino" ma "la nostra risposta sarà immediata, unita e coordinata". E ancora: "Non ci sorprende che Putin utilizzi i combustibili fossili per cercare di ricattarci, la Commissione europea è preparata" e "faremo in modo che la decisione abbia il minor impatto possibile sui consumatori dell'Ue". Poi ha spiegato che Polonia e Bulgaria "stanno ricevendo gas dai loro vicini europei", sottolineando la "dimostrazione di solidarietà tra gli Stati membri".

Von der Leyen ha poi risposto direttamente a Putin e alla linea del Cremlino di pretendere il pagamento del gas in rubli: "Se non è previsto nel contratto è una violazione delle nostre sanzioni – ha insistito – La richiesta da parte russa di pagare in rubli è una decisione unilaterale e non è in linea con i contratti". Alla fine del punto stampa la presidente della Commissione Ue ha annunciato che – d'accordo con la Francia presidente di turno dell'Ue – verrà convocata "prima possibile" una riunione straordinaria dei ministri dell'Energia europei. L'obiettivo è chiaro: va bene la solidarietà, ma servono contromisure strutturate alle mosse di Putin. E servono subito.

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