Decapita la madre e il marito di lei a Mirandola: in carcere il figlio, accertamento sui precedenti psichiatrici

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immagine di repertorio
A Mirandola (Modena) il 55enne Daniele Tavoni è stato fermato per il duplice omicidio della madre e del marito di lei. L’accusa è di omicidio aggravato dal vincolo di parentela e dalla crudeltà.

Il 54enne Daniele Tavoni è stato fermato con l'accusa di avere decapitato la madre Vincenza Giannini (74 anni) e il marito di lei Pier Ferdinando Casari (83 anni). Come apprende Fanpage.it da fonti qualificate, l'accusa mossa nei suoi confronti è di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e dalla crudeltà.

Sono in fase di accertamento da parte delle autorità eventuali precedenti psichiatrici dell'uomo di cui le Forze dell'ordine sono state informate. Intanto, proseguono i rilievi scientifici all'interno dell'abitazione di Mirandola, nel Modenese, dove nella serata di ieri sono stati rinvenuti i corpi.

Il54enne è stato interrogato ma non ha rilasciato dichiarazioni agli inquirenti. Al momento si trova nel carcere di Modena.

Il ritrovamento dei corpi dei due coniugi

Nella serata di ieri si è verificato il duplice omicidio dei due coniugi. Giannini, originaria della provincia di Foggia, viveva con il marito, l'83enne Casari, nelle campagne di Mirandola. È proprio nell'abitazione familiare che entrambi sono stati uccisi, mentre in quella adiacente, dove vive Tavoni, sono stati trovati gli strumenti utilizzati per il delitto con ancora "evidentissime tracce" di sangue.

Come fanno sapere gli inquirenti, i due cadaveri decapitati sono stati trovati in casa insieme alle rispettive teste. Non sono confermate ulteriori mutilazioni. Lo stato dei corpi racconta comunque una violenza cieca: sono stati decapitati. Anche la scena del delitto presentava i segni di una violenta colluttazione, con la casa completamente a soqquadro.

Sul posto è arrivata subito la Polizia scientifica per i rilievi del caso sia nell'abitazione che sulle salme dei due coniugi.

È intervenuta anche la l'Asl per prendere in carico gli animali della famiglia: un pastore maremmano e diversi gatti.

Il fermo del figlio e le ipotesi di reato

La macabra vicenda è stata scoperta a seguito della segnalazione di una vicina preoccupata. Intorno alle ore 19.30 di giovedì 15 ottobre, quando una donna ha chiamato il 112 raccontando di non vedere e sentire i suoi vicini di casa da qualche giorno. Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mirandola, insieme ai Vigili del Fuoco e al personale sanitario del 118, sono quindi giunti nell’abitazione rinvenendo i corpi senza vita "con evidenti segni di violenza".

All'arrivo delle Forze dell'ordine, il figlio della donna, il 55enne Tavoni, si trovava sul posto, in evidente stato di choc. I sospetti della Polizia di Stato, che indaga sul delitto, si sono subito rivolti a lui e questa mattina è stato confermato il fermo nei suoi confronti. Il quadro indiziario è stato aggravato dalle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, acquisite immediatamente dalla polizia giudiziaria.

L'uomo era noto nella comunità di Mirandola e sarebbe stato seguito dai servizi sociali territoriali per una serie di fragilità psichiche che in alcuni casi si sarebbero tradotte in liti domestiche. L'uomo viveva nell'abitazione adiacente a quella dei due coniugi.

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