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Covid 19
16 Dicembre 2021
13:30

Crisanti a Fanpage.it: “Anticipare la chiusura delle scuole per frenare i contagi da Omicron”

Il professor Crisanti: “Se l’obiettivo è quello di salvaguardare le attività economiche credo che il governo dovrebbe valutare la chiusura anticipata delle scuole di una settimana, perché i bambini contribuiscono in maniera importante alla diffusione dei contagi”.
A cura di Davide Falcioni
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La media mobile a 7 giorni dei contagi Covid in Italia è passata dai 2.456 casi del 15 ottobre ai 17.795 del 14 dicembre. Lo rivela l'ultimo monitoraggio indipendente condotto dalla Fondazione Gimbe, a dimostrazione che le infezioni nelle ultime settimane hanno avuto una repentina impennata. Questo trend è destinato a proseguire, tanto che da giorni le principali istituzioni sanitarie internazionale hanno lanciato l'allarme in vista delle festività natalizie e di un inverno che si annuncia anche quest'anno molto difficile. Secondo Maria Van Kerkhove, responsabile tecnica per la pandemia di Covid dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, "siamo di fronte a uno tsunami di contagi nel mondo, sia per Delta (la variante dominante negli ultimi mesi, ndr) sia per Omicron", ed è necessario che i governi europei sollecitino l'utilizzo delle mascherine e il ricorso al telelavoro. Anche per Andrea Ammon, direttrice degli Ecdc, oltre a proseguire le vaccinazioni "è urgente intraprendere azioni forti per ridurre la trasmissione, alleviare il pesante fardello sui sistemi sanitari e proteggere i più vulnerabili nei prossimi mesi". Insomma, la diffusione di Omicron è allarmante anche in Italia. Ne ha parlato a Fanpage.it il professor Andrea Crisanti, professore di microbiologia dell'Università di Padova.

Da giorni Oms ed Ecdc spiegano che contro Omicron i vaccini sono necessari, ma non sufficienti. Cosa ne pensa?
Ovviamente  la situazione è diversa da Paese a Paese: se in Italia i contagi stanno aumentando accade perché le misure introdotte non funzionano e non consentono ancora di raggiungere un equilibrio; penso che comunque grazie all'uso delle mascherine nel nostro Paese ciò avverrà a un livello più basso rispetto al Regno Unito, cioè intorno ai 30mila casi e 150-160 morti al giorno.

Secondo lei il Green Pass sta funzionando?
Credo che il governo debba mettere mano a questo strumento, diventato il più delle volte un lasciapassare sociale. Troppi lo possono ancora ottenere con i tamponi rapidi, che tuttavia hanno una scarsa sensibilità e permettono a molte persone infette di circolare liberamente, "rassicurate" dall'esito di un test inattendibile. Credo che il certificato debba essere rilasciato solo a vaccinati, guariti e persone che si sono sottoposte a tampone molecolare, mentre per quelli antigenici la validità del Green Pass non dovrebbe superare le 24 ore.

Cosa sappiamo attualmente della variante Omicron?
Di certo sappiamo che ha una contagiosità molto elevata, anche se non siamo ancora stati in grado di stabilire con certezza se più o meno di Delta perché c'è un fattore confondente con Omicron, ossia la sua maggiore capacità di contagiare persone vaccinate. Finora i positivi hanno avuto un decorso tutto sommato benigno, anche se sulla gravità della malattia non possiamo ancora pronunciarci perché non abbiamo dati a sufficienza.

 Siamo alle porte delle festività natalizie e Omicron si sta diffondendo molto velocemente. Crede che in Italia debbano essere introdotte nuove restrizioni?
Se l'obiettivo è quello di salvaguardare le attività economiche credo che il governo dovrebbe valutare la chiusura anticipata delle scuole di una settimana, perché i bambini contribuiscono in maniera importante alla diffusione dei contagi. Una misura del genere avrebbe un impatto importante sulla circolazione del virus. Poi sarebbe importante anche chiudere le discoteche e ridurre l'affluenza nei ristoranti: sono entrambi contesti in cui è più facile infettarsi.

Poche settimane fa ha dichiarato che avrebbe preferito attendere maggiori dati prima di dare il via alla vaccinazione nei bambini. Ora che quei dati sono disponibili sia da USA che da Israele cosa pensa?
Per aver espresso quel concetto qualcuno mi ha accusato di essere contrario alla vaccinazione dei bimbi tra i 5 e gli 11 anni, mentre il mio obiettivo era esattamente opposto: dare più conforto ai genitori che devono decidere se far vaccinare i figli. Comunque, ora sono disponibili molti più dati da Stati Uniti e Israele e sono molto confortanti: sui bambini vaccinati non sono stati registrati eventi avversi gravi ma solo effetti collaterali lievi come cefalea, febbre e dolori muscolari. Le miocarditi invece sono molto molto rare e si tratta comunque di manifestazioni reversibili. È fondamentale che sulla vaccinazione dei bambini la comunicazione sia improntata alla più totale trasparenza. Vanno dette le cose esattamente come  stanno senza autocensure, affinché vengano fugati tutti i dubbi: pensi che in Israele sono state pubblicate tutte le riunioni in streaming in cui i comitati scientifici hanno discusso del vaccino sui bambini. Questo ha contribuito sensibilmente a dare conforto alla popolazione.

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