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Crans-Montana, testimone prima rilascia interviste e poi smentisce tutto: “Temeva di essere coinvolto”

Il ristoratore di Crans-Montana, Jean-Daniel Clivaz, davanti agli inquirenti ha smentito le dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi ai media. A Fanpage.it l’avvocato di parte civile presente a Sion, Domenico radice, lo ha definito un “maldestro tentativo di fare marcia indietro”
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Jacques e Jessica Moretti
Jacques e Jessica Moretti

Nel corso di alcune interviste rilasciate ai media, anche in Italia, il ristoratore di Crans-Montana, Jean-Daniel Clivaz, sosteneva che Jacques Moretti fosse consapevole della pericolosità della schiuma fonoassorbente usata per insonorizzare il seminterrato del Constellation. Sentito lunedì 30 marzo dagli inquirenti della Procura di Sion, l'uomo ha ritrattato questa versione. È tornato anche sulla vicenda della fuga con la cassa di Jessica Moretti.

Secondo le ricostruzioni, il devastante incendio nel quale sono morte 41 persone – a cui si aggiungono altre 400 rimaste coinvolte – sarebbe stato innescato proprio dal contatto tra la schiuma e le candele pirotecniche portate ai tavoli nelle bottiglie di champagne. Questo elemento è da subito risultato centrale nell'inchiesta che vede indagati, oltre ai Moretti, anche due responsabili della sicurezza del Comune e lo stesso sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud. Clivaz non è un comune ristoratore di Crans-Montana, ma anche il marito della vicesindaca Nicole Bonvin.

L'avvocato delle vittime: "Maldestro tentativo di retromarcia"

Nel corso dell'audizione a Sion, Clivaz è stato messo davanti alle dichiarazioni rilasciate alla trasmissione italiana Quarta Repubblica mentre non sapeva di essere ripreso, e poi due giorni dopo, a quelle analoghe rilasciate dal giornale svizzero 24 Heures. In entrambi i casi aveva detto di aver messo in guardia Moretti dall'usare un materiale pericoloso.

Ieri però Clivaz ha sostenuto di non aver detto all'amico "fai attenzione perché è infiammabile", ma solo che secondo lui la schiuma non era adeguata secondo la legge. La giustificazione per questa e altre smentite sarebbe stata la "confusione" dovuta all'assalto dei media, ma durante l'incontro gli è stato fatto notare che non aveva riferito questi elementi solo ai giornalisti, ma spontaneamente aveva contattato gli inquirenti.

Secondo gli avvocati parte civile che hanno assistito al colloquio di Clivez, il motivo della ritrattazione non è il desiderio di ricostruire la verità, come spiega a Fanpage.it il penalista Domenico Radice: "L’audizione di Clivaz manifesta un maldestro tentativo di retromarcia. L’ordinamento elvetico gli ha riconosciuto lo status di ‘persona informata sui fatti', ossia soggetto diverso da un vero e proprio testimone, perché portatore di un interesse difensivo proprio (soggetto cioè che rischia un possibile coinvolgimento nell'indagine). Con ogni evidenza propio questo possibile rischio ha influenzato le sue recenti dichiarazioni".

Il testimone: "Non ho visto io Jessica scappare con la cassa"

Durante le interviste, Clivez aveva anche dichiarato che persone di assoluta fiducia presenti la notte di Capodanno al Constellation gli avevano riferito di aver visto Jessica Moretti scappare con la cassa. In relazione a questo, il ristoratore ha ritrattato dicendo che non sapeva chi avesse detto di aver visto Jessica mentre fuggiva, e di averlo solo sentito.

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