Crans-Montana, i vigili del fuoco sulle regole in Italia: “Non si accendono candele scintillanti in posti chiusi”

Le scintille delle fontane luminose, le fiamme, il fuoco che avvolge velocemente il basso soffitto del locale. Poi l'inferno e le urla dei tantissimi ragazzi che provavano a scappare da quella trappola rovente. È la fotografia di ciò che è accaduto nel bar Le Constellation la notte di Capodanno a Crans-Montana, località sciistica nel cuore delle Alpi svizzere.
Ed Eros Mannino, capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, riflette con Fanpage.it: "L'incendio potrebbe essere stato causato dall'accensione delle fontanelle luminose, lo si vede dalle foto. Non sarebbe dovuto succedere in un locale chiuso e affollato".
Troppo rischioso accenderle in uno spazio chiuso?
Assolutamente sì. Dai video si nota la presenza di un materiale nel controsoffitto che non è provvisto di un'adeguata reazione al fuoco, in Italia sarebbe dovuto essere classificato, se non addirittura incombustibile per essere utilizzato in locali simili.
La conformazione del locale può aver contribuito al disastro?
La reazione, dopo l'innesco del controsoffitto, è stata molto rapida. La dimensione della struttura era abbastanza contenuta e la via d'uscita, come si vede nelle immagini, era piuttosto complicata da percorrere poiché presupponeva di salire una lunga e stretta che creato un effetto imbuto, andando a fare da tappo a chi cercava di scappare.
Le normative cosa prevedono per le uscite di sicurezza?
Ogni Stato ha le sue regole, ma credo che i principi siano simili, almeno a livello europeo. In Italia, in un locale di pubblico spettacolo ci vogliono almeno tre uscite in posti contrapposti, che possono scendere a due quando la capienza è inferiore alle centocinquanta persone. Sulla carta tutti quelli che chiedono l'autorizzazione vengono controllati e messi a norma. Il problema si pone nella gestione e nel rispetto delle misure che sono state approvate e che devono restare tali nel tempo.
Ad esempio?
In particolare uno degli elementi che può variare è la capienza: se autorizzo un locale per un certo numero di persone, è evidente che non ne possono entrare il doppio solo perché è Capodanno o perché non si vuole rispettare la norma. Nonostante i controlli, la responsabilità resta al gestore dell'attività.
Semplice questioni di numeri?
Di numeri, ma soprattutto della sicurezza delle persone. Se il locale è a norma noi soccorritori riusciamo ad intervenire in maniera più efficace.
Mi può spiegare?
Se il locale è in regola e, ad esempio ha gli impianti anticendio a norma, noi riusciremo ad avvicinarci con i mezzi per salvare le persone. Se c'è sicurezza a monte si riesce ad assicurare una sicurezza dopo che l'evento avviene per limitare il numero dei danni.
In Italia ci sono stati casi analoghi a ciò che è accaduto in Svizzera?
Sì, nel 1982 c'è stato un grande incendio alla fiera antiquaria di Todi che provocò trentasei morti. Poi ci fu quello che avvenne nel cinema Statuto di Torino, nel 1983, dove le vittime furono sessantaquattro. In base a queste due tragedie entrò in vigore nel nostro Paese la normativa che prevede l'obbligo di utilizzare materiali dotati di un adeguata reazione al fuoco, o addirittura incombustibili, nelle strutture adibite a pubblico spettacolo.