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Crans-Montana, “Hanno cercato di rianimare Cyane per un’ora”, parla il “figlio adottivo” dei Moretti

Jean-Marc Gabrielli, dipendente dei Moretti e “figlio adottivo” di Jacques, conferma che la porta di sicurezza era chiusa per errore.Nelle sue 12 ore di interrogatorio, conferma la versione dei proprietari del Constellation.
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Jacques e Jessica Moretti
Jacques e Jessica Moretti

Un dipendente del Constellation avrebbe chiuso a chiave la porta di sicurezza dopo aver portato il ghiaccio nel locale, una porta che invece sarebbe sempre aperta durante il servizio. Questa versione confermerebbe quella fornita da Jacques Moretti nel corso del suo interrogatorio. A fornire questa versione dei fatti è Jean-Marc Gabrielli, anche lui dipendete del Constellation, dove la notte di Capodanno si è sviluppato un incendio nel quale sono morte 41 persone, la maggior parte giovani sotto i 24 anni.

L'uomo il 5 febbraio è stato ascoltato per ben 12 ore dagli inquirenti. Secondo la ricostruzione di BFM Tv, al centro del colloquio ci sarebbero stati i sistemi sicurezza del locale e il rapporto tra i Moretti e la cameriera 24enne Cyane Panine e anche i terribili momenti della sua morte.

Quella di Jean-Marc Gabrielli è probabilmente una delle posizioni più delicate nel caso di Crans-Montana a causa della sua stretta amicizia con Jacques Moretti, tanto da essere conosciuto in città come il suo "figlioccio", e della relazione sentimentale che lo legava a Cyane Panine, la "cameriera con il casco" che avrebbe portato le candele pirotecniche da cui sarebbe partito l'incendio al Constellation.

Quando è scoppiato l'incendio nel bar, Jean-Marc ha raccontato all'udienza che Jacques Moretti, 49 anni, gli ha "gridato" di aver trovato Panine e che stava cercando di praticarle la rianimazione cardiopolmonare per salvarla.

Ha raccontato di come hanno trascorso l'ora successiva cercando di salvarla insieme, mentre lui stesso le praticava la respirazione bocca a bocca, prima che Jessica Moretti, 40 anni, chiamasse un medico.

"Cyane chiamava Jessica ‘zia'"

Quando è scoppiato il rogo Cyane si trovava sulle spalle del dj per portare un grande ordine di bottiglie di champagne a un tavolo. Durante quei momenti di panico, Jean-Marc avrebbe cerato e trascinato fuori la sua ragazza e insieme a Jacques le avrebbe praticato la rianimazione cardiopolmonare per oltre un'ora. Un tentativo vano.

I Moretti, nel corso di tutte le loro audizioni nella Procura di Sion, hanno sempre dichiarato di essere stati molto legati a Cyane, e di aver provato molto dolore per non essere stati presenti al suo funerale, cosa spiegata anche nella lettera inviata ai dipendenti superstiti. Anche questa ricostruzione è stata sostenuta da Jean-Marc. Il trentenne ha spiegato agli inquirenti che Cyane, con la quale usciva da circa un mese, era molto legata ai Moretti, tanto da chiamare Jessica "zia". Ha inoltre confermato che la giovane avrebbe passato il Natale proprio con i Moretti.

Si tratta di una testimonianza che, esattamente come quella dei Moretti, contrasta con le parole dei genitori di Cyane, secondo i quali la ragazza si sentiva sfruttata dalla coppia, e non avrebbe avuto con loro una stretta confidenza.

Indagare sui rapporti che legavano la ragazza ai suoi datori di lavoro è importante allo scopo di accertare se la giovane avesse deciso di travestirsi di sua iniziativa indossando il casco fornito da Dom Pérignon, oppure su indicazione di Jessica.  Secondo chi indaga, infatti, il casco Dom Pérignon avrebbe impedito a Cyane di vedere che le candele pirotecniche inserite nelle bottiglie di champagne "stavano toccando il soffitto".

"Nessuna formazione sulla sicurezza, ma la porta era sempre aperta"

Gabrielli è intervenuto anche sulla questione della sicurezza, spiegando che la porta di emergenza che la sera della tragedia era chiusa, in realtà era sempre aperta. A chiuderla sarebbe stato un altro dipendente arrivato al Constellation per rifornire il bar di ghiaccio. E, anche in questo caso, si tratta di un racconto che corrobora quello fornito dai Moretti alle autorità.

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