Strage di Capodanno a Crans-Montana in Svizzera

A Crans-Montana il giorno del silenzio e del dolore, le voci dalla Svizzera: “Come faremo ad andare avanti?”

La messa, il corteo silenzioso e le testimonianze di chi deve ancora realizzare quando avvenuto a Crans Montana. Secondo l’ambasciatore italiano in Svizzera, non si è trattato di una disgrazia. Intanto proseguono le indagini.
A cura di Peppe Pace
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Crans–Montana, la marcia silenziosa.
Crans–Montana, la marcia silenziosa.
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Dopo che anche le ultime vittime italiane sono state identificate, a Crans-Montana è il momento del silenzio e del dolore. Nella mattinata di domenica il vescovo di Sion ha celebrato la messa nella cappella di St-Christophe. Al termine della funzione, un lungo corteo spontaneo ha marciato in assoluto silenzio per le strade di Crans-Montana, in un'atmosfera davvero surreale.

Tra le persone in marcia, migliaia di giovani coetanei dei ragazzi che hanno perso la vita nella strage di Capodanno: "Le Constellation è un locale molto popolare tra noi giovani residenti e per i ragazzi che studiano qui – ci spiega un ventenne del posto che parla in inglese – io e i miei amici ci andavamo sempre e ho sempre pensato, stando al piano di sotto, che il soffitto fosse troppo basso per un locale di quelle dimensioni".

Le voci dalla Svizzera: "Era tutto piccolo, le porte, le scale, il soffitto"

Proprio sulle misure di sicurezza del locale, un altro ragazzo ci ha spiegato che "era tutto piccolo, dalle porte alle scale, non ricordo di aver mai visto uscite di sicurezza". Ed è proprio il locale Le Constellation ad essere al centro della bufera, ora che le vittime sono state identificate e gli inquirenti stanno cominciando a mettere insieme i pezzi. C'è chi ha perso parenti, c'è chi ha perso amici e c'è chi deve fare i conti con un trauma collettivo enorme: "Mio figlio ha perso il suo migliore amico – racconta il padre di un ragazzo del posto – è successo anche a me e so che sono traumi enormi. Domani deve ritornare a scuola, come farà? Come farò io a tornare a lavorare? Come faremo ad andare avanti?

"Si poteva evitare", le parole dell'ambasciatore Cornado

Secondo l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, non si è trattato di una fatalità: "Questa non è stata una disgrazia, si poteva evitare con un po' di prevenzione e un minimo di buonsenso". Parole che pesano come macigni per chi nella comunità di Crans-Montana ci vive e che, fino a ieri, si sentiva al sicuro: "Siamo in Svizzera – spiega un padre di famiglia in vacanza a Crans-Montana – da un Paese come questo ci si aspetta più sicurezza. Evidentemente non è stato fatto abbastanza per la sicurezza, non è stato fatto abbastanza per questi giovani e adesso abbiamo perso troppo, veramente troppo".

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La cerimonia si è conclusa con l'omaggio dei soccorritori delle varie forze dell'ordine che hanno reso omaggio al mausoleo improvvisato nella rotonda adiacente al luogo della strage, dove migliaia di persone da giorni portano fiori, lettere e candele. Il momento più toccante, che ha concluso la cerimonia, è stata la folla che ha intonato Hallelujah di Leonard Cohen.

Interviste raccolte da Simone Giancristofaro, inviato a Crans Montana

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