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Covid 19
28 Gennaio 2022
12:44

Covid, chi ha avuto la Delta si può reinfettare più facilmente e più velocemente con Omicron

La probabilità di contrarre una reinfezione con Omicron è più alta, in particolare per i non vaccinati. In una settimana oltre 108mila casi in Italia.
A cura di Antonio Palma
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Chi è stato contagiato da variante Delta del SARS-CoV-2 si può reinfettare più facilmente e più velocemente con la variante Omicron del nuovo coronavirus che è diventata dominante in Italia. È quanto sta emergendo dai dati che settimanalmente arrivano dalle varie Asl e raccolte anche dall’Istituto superiore di sanità. Da quando Omicron è diventata la variante dominante, infatti, in casi di reinfezione sono aumentati vistosamente nel nostro Paese rispetto a quando era la Delta a predominare. In base ai dati dell’ultimo rapporto sulla sorveglianza integrata dell’Istituto superiore di sanità, infatti, solo nella scorsa settimana sono stati segnalati 108.886 casi di reinfezione, pari a 2,7 per cento del totale dei casi notificati.

Reinfezione covid più elevata nei non vaccinati

Ovviamente la probabilità di contrarre una reinfezione risulta più elevata nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con almeno una dose e negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione ma con Omicron, la cui incidenza è arrivata ora al 95,8%, con una variabilità regionale tra l'83,3% e il 100%, la percentuale di reinfezione è aumentata per tutti. Lo stesso Istituto superiore di sanità specifica infatti come sia “probabile che con l’aumento della circolazione della variante Omicron il rischio di reinfezione possa aumentare come riportato da un recente studio pubblicato nel Regno Unito dall’Imperial College che ha evidenziato come la circolazione della variante Omicron sia associata a un rischio relativo di reinfezione di 5,41 volte superiore rispetto alla variante Delta”.

Reinfezione con omicron è più rapida

Secondo i dati raccolti finora, tra metà dicembre e metà gennaio, sono stati 21mila i casi di reinfezione nei non immunizzati tra metà dicembre e metà gennaio, secondo il report dell'Iss, 2.800 casi tra i vaccinati con almeno una dose al momento della prima diagnosi e 65 mila tra coloro che hanno ricevuto il vaccino dopo la prima diagnosi. Oltre 4mila in un mese invece le reinfezioni nella categoria degli operatori sanitari. Se la malattia non preoccupa chi è vaccinato visto che l’antidoto si è dimostrato comunque efficace, questo preoccupa per quanto riguarda la diffusione del virus anche perché la reinfezione con omicron appare più rapida. “Avevamo visto anche reinfezioni con Delta, ma erano rare e soprattutto di solito trascorrevano almeno tre mesi dalla prima. Ora ne vediamo dopo tre settimane” ha rivelato infatti Vittorio Sambri, direttore dell’Unità Operativa Microbiologia del Laboratorio Unico dell’Ausl Romagna.

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