Cosa svela il cellulare di Chiara Poggi sull’orario della morte: dalle 9.45 solo chiamate senza risposta

Dopo la consulenza depositata dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, si è tornati a parlare dell'orario del decesso di Chiara Poggi. Secondo le prime indiscrezioni svelate dal Tg1, i risultati della dottoressa (chiamata dalla Procura a fare nuovi accertamenti sul delitto di Garlasco) spiegherebbero che l'aggressione non sarebbe avvenuta in maniera repentina e che l'omicidio potrebbe risalire a un orario diverso da quanto stabilito dalla sentenza che ha condannato Alberto Stasi. Ma andiamo per ordine, che cosa hanno stabilito i giudici e i genetisti in questi 19 anni?
Durante il primo grado del processo al fidanzato della vittima i periti informatici super partes avevano accertato che il computer di Stasi era stato attivato dalle 9.36 alle 12.20 del 13 agosto 2007, ovvero il giorno dell'omicidio. Sulla base di questa perizia – e sul fatto che l'autopsia del 2007 aveva fissato l'ora del decesso dopo le 9.36 – Alberto Stasi in primo grado venne assolto. Fu però successivamente condannato in via definitiva perché i giudici della Corte d'Assise d'Appello stabilirono che Chiara Poggi venne uccisa tra le 9.12, ovvero quando aveva tolto l'antifurto di casa, e le 9.36, ovvero quando Stasi aveva iniziato a scrivere la tesi. Ora, se la nuova consulenza della Procura di Pavia affermasse che la morte della ragazza sia da ricondurre a dopo le 9.36, le attuali indagini potrebbero prendere una nuova piega e gli avvocati di Stasi potrebbero procedere a richiedere una revisione del processo.
Stando a quanto appreso da fonti di Fanpage.it, è fondamentale tenere in considerazione il fatto che in questi 19 anni più professionisti hanno sempre considerato un gap temporale ampio in cui collocare l'omicidio. Ovvero quello che va dalle 7.30 alle 12.30 del 13 agosto 2007. Questo vuol dire che i minuti dell'omicidio stabiliti dai giudici si sono basati su altri elementi, che vanno oltre alle considerazioni mediche. Come si può leggere nella sentenza di condanna.
Quando si analizza l'orario del decesso non si può non tenere in considerazione anche quanto riportato nella perizia dei tecnici informatici super partes di primo grado, Roberto Porta e Daniele Occhetti: analizzando la cronologia delle chiamate telefoniche del 13 agosto 2007, dalle 9.45 Chiara Poggi non ha mai risposto a nessuna chiamata, compresi gli squilli di brevissima durata fatti da Alberto Stasi. In altre parole, e secondo quanto precisato da fonti di Fanpage.it, dopo le 9.12 la vittima non ha più fatto qualcosa che permettesse di accertare che fosse viva. Alle 9.12 toglie l'antifurto di casa e poi il silenzio. Bisognerà attendere ora cosa ha scoperto la Procura di Pavia sul delitto di Garlasco da quanto, a febbraio dello scorso anno, ha indagato Andrea Sempio con l'accusa di omicidio in concorso. Ma cosa svelerebbe il telefono di Chiara Poggi la mattina del 13 agosto 2007?

Stando a quanto si legge nella perizia informatica super partes durante il processo di primo grado ad Alberto Stasi, dal cellulare di Chiara Poggi risulta che Alberto Stasi l'ha chiamata alle 9.44.49 "con riferimento orario privo di secondi": vuol dire che molto probabilmente era uno squillo, ovvero quella chiamata brevissima che si usava per far intendere al destinatario che lo stavi pensando. Stasi, dalle analisi del suo cellulare, fa lo stesso alle 10.45, alle 10.47 e alle 10.48. Il cellulare di Chiara Poggi riceve tre chiamate anonime: alle 11.37, alle 12.48 e alle 13.26. Dalle 13.27 in poi Alberto Stasi richiama più volte sul telefono fisso della villetta di Garlasco e sul cellulare della fidanzata. Infine, alle 13.50, Alberto Stasi chiama il 118. In tutte queste chiamate o squilli Chiara Poggi non ha mai risposto. Per i giudici che hanno condannato Stasi, era già morta alle 9.45. La verità è un'altra? Si attende di scoprire cosa ha in mano la Procura di Pavia e verrà accertato in un eventuale processo ad Andrea Sempio.