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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Cosa scrisse il giudice che assolse Stasi sull’ora della morte di Chiara Poggi: “Uccisa dopo aver tolto l’allarme”

Dopo 19 anni dal delitto di Chiara Poggi, la recente relazione della dottoressa Cristina Cattaneo potrebbe aver spostato l’orario del decesso. Se così fosse si metterebbe in dubbio la condanna di Alberto Stasi? Ma, soprattutto, secondo il giudice che lo assolse in primo grado, quando è morta la vittima?
A cura di Giorgia Venturini
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Chiara Poggi
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Ancora una volta al centro delle indagini sul delitto di Garlasco c'è l'orario del decesso di Chiara Poggi. I giudici che hanno condannato Alberto Stasi lo hanno collocato tra le 9.12, quando la vittima ha tolto l'antifurto di casa, e le 9.36, quando il condannato è a casa sua e ha acceso il pc prima guardarsi immagini porno e poi per scrivere la tesi fino all'ora di pranzo. I giudici della Corte d'Assise d'Appello avevano anticipato l'orario stabilito dal medico legale che aveva eseguito l'autopsia su Chiara Poggi: "L’epoca della morte di Poggi Chiara si pone in un intervallo di tempo compreso fra le ore 10,30 e le ore 12 circa del 13.08.2007, con maggior “centratura” intorno alle 11-11.30", aveva scritto il medico.

Tutto ora può cambiare di nuovo. In questi giorni sono arrivate le prime indiscrezioni sulla relazione dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo che potrebbe aver spostato nuovamente l'orario del decesso della vittima. Sia chiaro, sono solo indiscrezioni perché la sua consulenza è secretata nel fascicolo e sarà accessibile alle parti solo dopo la chiusura delle indagini.  Certo è che ancora una volta si torna a parlare dell'orario della morte di Chiara Poggi.

Al momento – con certezza – cosa si sa? E, soprattutto, cosa aveva deciso a riguardo il giudice che assolse in primo grado Alberto Stasi?

Ad oggi le certezze sono poche ma chiare. La prima è la seguente: dopo le 9.12 del 13 agosto 2007 Chiara Poggi non fa più nulla che dimostri che sia ancora viva. Un esempio? Non risponde mai al telefono (né al cellulare né al fisso della villetta di Garlasco) e non apre tutte le persiane di casa, cosa che faceva sempre poco dopo essersi svegliata. Resta inoltre un'altra certezza: sia il giudice che ha assolto Stasi, Stefano Vitelli, sia quelli che lo hanno condannato hanno ritenuto che la ragazza fosse morta subito dopo aver tolto l'antifurto. Dal punto di vista scientifico in questi 19 anni, invece, l'arco temporale in cui è possibile che si sia verificato il decesso è stato individuato tra le 7.30 e le 12.30.

Ma cosa ha detto nel dettaglio il giudice Stefano Vitelli, che assolse Alberto Stasi in primo grado, sull'orario della morte? "Ora – si legge dalla sentenza – se le probabilistiche valutazioni scientifiche dei medici/legali vengono integrate con questi plurimi e convergenti fra loro dati circostanziali- che, pure estrinseci all'accertamento tecnico in senso stretto, sono parimenti significativi nell'ambito del complessivo ed articolato ragionamento logico/probatorio che deve compiere il Giudice nella ricerca della verità processuale- non si può che concludere sulla complessa fondamentale questione dell'epoca della morte di Chiara Poggi nel senso che è più che ragionevole affermare che la morte della ragazza si collochi nel lasso temporale immediatamente successivo alla disattivazione dell'allarme perimetrale avvenuto alle ore 9.12 di quella mattina".

Sulla base di elementi scientifici, come la temperatura ambientale e quella del corpo (da tenere in considerazione però che il cadavere di Chiara Poggi non è mai stato pesato), "la teorica epoca della morte (come definita dal collegio peritale) risulta essere significativamente differente secondo i diversi metodi utilizzati: ovvero, secondo quello fondato esclusivamente sul rilievo della temperatura rettale, il decesso sarebbe avvenuto intorno alle ore 11.00/11.30; seguendo un primo metodo di Henssge (calcoli forniti dal sito internet www.pathguy.com) per un peso di 50 Kg avremmo un intervallo temporale nel 95% dei casi tra le ore 7.00 e le ore 12.30; sulla base di un secondo metodo di Henssge (calcoli forniti dal sito www.swisswuff.ch) per lo stesso peso avremmo un intervallo temporale nel 95% dei casi fra le ore 8.30 e le ore 14.00; in virtù del c.d. metodo di Moritz A la morte si collocherebbe intorno alle ore 12.30; secondo il c.d. metodo di Moritz B la morte si collocherebbe intorno alle ore 10".

Alla fine il giudice, basandosi anche sulle testimonianze dei vicini di casa della villetta di Garlasco, ha concluso che Chiara Poggi sia stata uccisa poco dopo aver tolto l'allarme di casa. Ma allora – considerando solo i tempi dell'aggressione e l'orario della morte – su che base il giudice ha assolto Alberto Stasi?

Tra i punti analizzati, Vitelli si sofferma a precisare che Alberto Stasi, sulla base della perizia informatica sul suo pc, aveva solo tre finestre temporali in cui collocare una sua eventuale uscita da casa per raggiungere la villetta della fidanzata. "La prima: prima delle ore 9.12 (momento in cui viene disinserito l'allarme di casa Poggi) fino alle ore 9.35 (momento in cui Stasi Alberto accende il proprio personal computer). La seconda: dalle ore 12.20 (quando il computer veniva messo in standby lasciando il file di Word aperto) alle ore 12.46 (quando l'attuale imputato dalla propria utenza fissa chiamava senza esito il cellulare di Chiara Poggi). La terza: dalle ore 12.46 alle ore 13.26 (quando Stasi dalla propria utenza fissa chiamava senza esito il cellulare di Chiara Poggi)".

Solo nella prima – secondo il giudice – poteva essersi consumato l'omicidio, ma a non reggere per Vitelli è stata la durata troppo breve di 23 minuti per commettere l'omicidio e tornare a casa e accendere il pc.

Alberto Stasi avrebbe avuto, dunque, "un tempo massimo di 23 minuti per consumare l'aggressione a danno della propria fidanzata, rientrare in bicicletta presso la propria abitazione che dista circa 2 km da quella di Chiara ed accendere il proprio personal computer alle ore 9.35. Tale ipotesi ricostruttiva incontra tuttavia, sotto il profilo logico/razionale, plurimi e significativi punti di criticità. In primo luogo, bisogna rilevare che la dinamica dell'aggressione nel suo complesso ha avuto (come già rilevato) uno sviluppo temporale che non si è risolto in un "tempuscolo" ma che ha richiesto almeno alcuni diversi minuti".

Senza contare il rientro a casa: "Risulta congrua la valutazione del collegio peritale tecnico/informatico secondo cui il tempo medio ragionevole (ovvero senza soste e senza eventi particolari sul tragitto) per un velocipede è di 6/7 minuti: considerata, tuttavia, la necessità di riporre la bicicletta e di rientrare nella propria abitazione un tempo medio ragionevole è intorno agli 8/10 minuti. Dunque, sommando queste due ipotetiche tempistiche "consumiamo" quasi totalmente il tempo massimo di 23 minuti".

Il giudice ha quindi affermato che, "considerando l'azione omicidiaria nella sua integrale realistica concretizzazione, la finestra temporale di 23 minuti risulta di problematica compatibilità".

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