La diffusione dei contagi del coronavirus sta rallentando, guardando al bollettino degli ultimi due giorni. I numeri ufficiali indicano 63mila contagiati, un numero ancora molto alto. Il capo della Protezione civile Borrelli ha detto che bisogna attendere per capire se le misure prese due settimane fa sono state efficaci, anche se il numero reale dei contagiati potrebbe essere molto più alto (potrebbero essercene 600mila). In Lombardia però, la Regione più colpita, si stanno riducendo i ricoveri.
"È una buona notizia" ha commentato in un'intervista sul ‘Corriere della sera'  la virologa Ilaria Capua che dirige, all’Università della Florida, l'One Health Center of Excellence.

"Significa che le misure di contenimento in Italia stanno funzionando". Per la studiosa, che si trova negli Stati Uniti, ora è "fondamentale fare il tampone ai sanitari". Ma per quanto riguarda la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie esprime "qualche perplessità": "Non siamo coreani. E nemmeno cinesi, dove queste tecnologie sono state utilizzate".

Per la virologa l'emergenza sanitaria da cui è stata travolta l'Italia ci impone ora di "proteggere soprattutto le persone fragili. Gli immunodepressi perché magari hanno un tumore. Chi soffre di malattie croniche come cardiopatie o diabete. Occorre entrare nell’ordine di idee che tutti, ma soprattutto queste persone, per un ‘certo numero di mesi' dovranno proteggersi. Probabilmente il contagio non si fermerà anche se rallenterà".

In questo senso il nostro sistema sanitario dovrà, secondo la virologa, "farsi carico di queste persone che non sempre sono anziani, al di fuori della società produttiva. Sono persone che hanno ancora la loro vita lavorativa". E non da ultimo occorrerà pensare anche alla salute mentale degli italiani: "Sarà un problema – ammette la Capua – per molti questa epidemia rappresenta uno stravolgimento della loro vita".