Antonio Decaro
in foto: Antonio Decaro

"Riusciremo a superare l'emergenza sanitaria e quella economica. Sono sicuro che ce la faremo, ci riusciremo, recupereremo tutto quello che abbiamo fatto in questi anni". Mentre cammina per il centro della sua Bari deserto e desolato, con negozi e locali con le saracinesche abbassate, il sindaco e presidente dell'Anci, Antonio Decaro, non riesce a trattenere le lacrime. Percorre le strade dello shopping, quelle della movida, e in una diretta Facebook mostra il panorama spettrale della città pugliese a causa delle restrizioni dovute al decreto per limitare il contagio da coronavirus. "Dobbiamo rispettare le restrizioni – ha detto il primo cittadino – ringrazio tutti gli operatori e le attività economiche della città. Stanno già subendo una forte crisi. La chiusura alle 18 è un altro colpo all'economia della città ma dobbiamo rispettare le prescrizioni e le indicazioni che ci arrivano", ha detto Decaro. Per il primo cittadino si tratta di "una emergenza nazionale. In alcune zone del Paese la situazione si è complicata perché il numero di posti letto rischia di diventare insufficiente rispetto alle esigenze, per alcune persone, di posti di terapia intensiva che, ricordo, non vengono occupate solo da chi ha il coronavirus. Le prescrizioni servono a evitare che il contagio si allarghi. Da noi per fortuna la situazione, a Bari e nella Regione, è ancora sotto controllo. Le indicazioni dicono che bisogna stare a casa il più possibile e per evitare assembramenti e per ridurre i contatti sociali ci sono le restrizioni. Prima di tornare a casa sto facendo una verifica".

De Caro: "Chiuso un supermercato perché non c'era distanza di un metro"

A Bari, dichiara il sindaco, nel primo giorno dell'ordinanza firmata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sono stati effettuati cento controlli alle automobili per strada e nessuno è stato segnalato all'autorità giudiziaria perché hanno dimostrato tutti che stavano andando al lavoro o che si stavano spostando per cure sanitarie. Per quanto riguarda la corsa ai supermercati, spiega Decaro, "c'è stato qualche assembramento fuori da qualche supermercato, ma non è necessario andare tutti insieme a fare la spesa. Non ci sono problemi di trasferimento di merci e rifornimenti, i supermercati e le salumerie continueranno a restare aperti. Abbiamo dovuto chiudere un supermercato perché il gestore non riusciva ad assicurare la distanza di un metro".

tot. contagiati 105.792
31 marzo 2.107
tot. guariti 15.729
31 marzo 1.109
tot. deceduti 12.428
31 marzo 837