Contagi in lieve crescita, ma un’altra grande impennata dei decessi. È una giornata in chiaroscuro, quella di martedì 24 marzo: i casi positivi al Coronavirus comunicati dal quotidiano bollettino della Protezione Civile sono stati pari a 69176 con un aumento di 5.249 rispetto a ieri, con 894 guariti in più, che fanno salire il conteggio a 8326 guariti (+ 894) e 6820 decessi, che sono cresciti di 743 unità rispetto al giorno precedente.

“Come ieri, peggio di ieri”: Giovanni Forti, 25 anni è studente di Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant'Anna. Dal 2018 fa parte della redazione di YouTrend, dove di occupa della parte editoriale, dell'analisi dei dati e della produzione di data visualization e su YouTrend ha scritto diversi articoli sulla pandemia del Covid-19: “Sono tornati ad aumentare i decessi, che hanno quasi raggiunto il dato record di sabato scorso – spiega a Fanpage.it – il rallentamento di ieri era più una fluttuazione del dato che una reale inversione di tendenza”.

Ieri sono stati fatti pochi tamponi. Oggi com’è andata?

C’è stato una aumento dei tamponi, circa 21mila: più di ieri, ma meno di venerdì, sabato e domenica. Stiamo parlando di tamponi di cui ci arriva il risultato oggi, ovviamente. Questa cosa ci porta a pensare che il nuovo lieve aumento della crescita dei casi dipenda molto dal numero di tamponi fatti. La Lombardia peraltro ha di nuovo fatto un basso numero di tamponi – solo qualche centinaio di più rispetto a ieri.

Come mai questo ritardo?

La sensazione è che i dati della Lombardia dipendono dal ritardo accumulato nel farli: non è che non ne stanno facendo ma ne arrivano più lentamente. Anche in dati lombardi di oggi sono preoccupanti: ci sono stati 80 morti più di ieri e 400 casi in più di ieri.

Le altre regioni, Lombardia a parte, come sono andate?

L’Emilia-Romagna ha avuto dati positivi oggi. Il numero di casi è cresciuto abbastanza poco, solo 700 nuovi casi. Però anche in Emilia – Romagna i tamponi fatti sono troppo pochi. I dati del Lazio hanno dei problemi, con numeri dei tamponi molto parziale. Piemonte e Veneto hanno fatto molti tamponi, ma il Piemonte ha registrato anche un numero di morti molto alto, che potrebbe essere dovuto a una crescita decisa della curva dei decessi com’è accaduto in Lombardia. Oggi sono quasi raddoppiati in un giorno, da 32 a 59.

Le buone notizie di oggi?

Ci sono dati positivi dalle regioni del Sud. In Campania c’è stato un lieve calo dei positivi e dei morti. Anche Marche e Veneto sembrano stabili. Questo è importante, perché è fondamentale che non emergano nuovi focolai nel Paese.

Nel frattempo, ci sono nuovi preoccupanti focolai in giro per il mondo…

Ci sono una serie di paesi Occidentali che hanno dati molto preoccupanti: i primi due sono Spagna e Stati Uniti, ovviamente. Entro la fine della prossima settimana gli Usa ci supereranno nel numero dei casi, a meno di inversioni di tendenza clamorose. La curva della Spagna, al pari, è molto più ripida della nostra e sta recuperando a tappe forzate il ritardo che aveva sull’Italia.

Come mai la Spagna cresce più velocemente dell’Italia?

Perché sia in Spagna che negli Stati Uniti l’epidemia di Coronavirus sta coinvolgendo le grandi aree urbane molto più dell’Italia. Da noi, per ora, le grandi aree urbane sembrano non essere focolai rilevanti. Che sia merito dei provvedimenti o si tratta di motivi esogeni, questa è per il momento una cosa che rincuora. In Spagna, Madrid è il più grande focolaio d’Europa e dovrebbe aver già superato Bergamo.

 

Come mai nelle città l’epidemia picchia più duro?

Perché  fare social distancing in una grande città è molto più difficile ed evidentemente è più alta la possibilità di contagio tra gli anziani, visto il numero di morti a Madrid. Per gli Stati Uniti il discorso è simile: New York che ha più o meno gli abitanti della Lombardia ha una densità per km quadrato molto superiore. Detto questo, la reazione che la Spagna sta avendo sembra aver meno ritardo da quella italiana e ci sono già ospedali da campo.

A proposito di reazione: cosa ne pensi del lockdown deciso ieri sera dal premier britannico Boris Johnson a soli 10 giorni da comunicazioni di segno diametralmente opposto?

La gravità del virus lo ha costretto a cambiare drasticamente idea, dall’invocare l’immunità di gregge al lockdown. I dati sui contagi in Uk però non sembrano preoccupanti come quelli spagnoli o americani, come velocità di crescita. Grazie al lockdown messo in campo adesso, in teoria possiamo presumere non crescerà nemmeno tra un po’. Ma attenzione: il lockdown avrà effetto tra dieci giorni circa. Nel mezzo, vedremo quanti danni avrà fatto il Coronavirus quando tutto era aperto.