In Lombardia sono stati sospesi gli esami per la patente di guida negli uffici della Motorizzazione civile di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Pavia. Lo prevede il nuovo dpcm attuativo del dl Coronavirus, il provvedimento messo in campo dal governo Conte bis per contrastare la diffusione del Covid-19 nel nostro Paese. Fino ad ora i casi confermati sono stati 266: gli ultimi contagi si registrano a Palermo e Firenze. Le vittime, risultate positive al test del coronavirus, sono sette, tutte nel Nord Italia.

Secondo quanto prevede il dpcm questo verranno prorogati i termini anche del foglio rosa. E sarà stabilito anche "un numero massimo degli accessi giornalieri" agli uffici della motorizzazione, con l'individuazione di "idonei" spazi di attesa esterni alla sede dell'ufficio. I test per la patente sono stati sospesi anche in Veneto, secondo focolaio del coronavirus per numero di infetti: in particolare, per via dell'epidemia, sono stati bloccati gli esami di guida a Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. Esami sospesi anche in Emilia-Romagna, a Piacenza e Parma.

Le altre misure previste dal governo

Questi provvedimenti si aggiungono alle altre misure precauzionali già introdotte dall'esecutivo: si va dallo stop allo sport e alle gite scolastiche all'interruzione della prima domenica gratis ai musei, almeno per quanto riguarda domenica 1 marzo (misura a carattere nazionale). Sospesi quindi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati, in tutti i comuni delle Regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte, le regioni fino ad ora maggiormente interessante dalla diffusione del virus. Le competizioni sportive potranno svolgersi regolarmente nei Comuni diversi da quelli del focolaio (che ricordiamo sono Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini in Lombardia; Vo' in Veneto) ma solo a porte chiuse. Stesso criterio anche per le sessioni di allenamento.

Anche le università, nelle quali non è consentita, per le esigenze connesse all'emergenza sanitaria, la partecipazione degli studenti alle attività didattiche o curriculari, le attività potranno essere svolte, se possibile, da remoto, secondo modalità individuate dagli stessi atenei. Gli atenei dovranno poi assicurare, "laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalità", il recupero delle attività formative, quelle curriculari e di esami che "risultino funzionali al completamento del percorso didattico".