Alla fine ha dovuto cancellare i post pubblicati sul suo profilo Facebook in cui dichiarava che in Italia si stava scambiando "una influenza per una pandemia globale". Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenza, il laboratorio dell'ospedale Sacco di Milano dove vengono analizzati i campioni di possibili casi di Coronavirus Covid-19 in Italia, ha fatto dietrofront dopo che il virologo Roberto Burioni l'aveva accusata di aver detto "una gigantesca scemenza, i numeri dicono altro". Una querelle che ha tenuto banco sui social e non per tutta la giornata di ieri, mentre il numero dei contagiati nel nostro paese continuava a crescere di ora in ora. Gismondo, oltre a rimuovere i messaggi in cui riportava proprio i numeri dell'emergenza, definendo una "follia che farà male" psicosi scoppiata in Italia, ha anche detto di essere "stanca e disgustata".

Il dietrofront di Gismondo: "Scusate sono stanca e disgustata"

Sempre Gismondo ha infatti pubblicato una serie di post in cui ha provato a spiegare la sua situazione: "Sono stanca e disgustata – è il messaggio lasciato su Facebook questa mattina intorno alle 9 -. Il mio lavoro non è curare un profilo Fb ma la salute della gente. Non seguirò né risponderò a commenti. Lascio ad altri questo hobby. Non posso permettermi di sprecare tempo. Il concetto rimane lo stesso. Anzi che seguire diatribe seguite i siti ufficiali di OMS e Ministero. La calma è l'educazione sono i migliori condimenti". Poco prima aveva sottolineato: Mi tocca brevemente chiarire perchè non credevo di scatenare il delirio: pubblico solo e sempre dati OMS o Ministero Salute; le mie osservazioni vogliono solo essere e rimanere scientifiche; le misure governative non mi competono e, nel particolare, allo scopo di tranquillizzare la gente che ormai è nel panico, il nostro governo sta procedendo molto bene; adoro le critiche se in tono educato e costruttivo, detesto toni offensivi, soprattutto da colleghi dai quali mi aspetterei consigli e confronti costruttivi e per il bene della gente; continuerò a divulgare dati scientifici. Ho dedicato una vita alla ricerca ed alla salute della gente, non mi fermerà nessuno". Tanti i commenti lasciati sotto i post: "Ma a lei i numeri e la matematica fanno schifo? I numeri dicono quale sia la mortalità dell'influenza e la contagiosità", ha scritto un utente;" Se il post è stato cancellato significa che era sbagliato. Sarebbe stato corretto dire: scusate, ho scritto una cazzata", ha scritto un altro.

Coronavirus, la querelle Burioni-Gismondo sui contagi

Ad aprire la querelle sui numeri del contagio da Coronavirus in Italia era stata proprio Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenza dell'ospedale Sacco di Milano. "Mio bollettino del mattino. Il nostro laboratorio ha sfornato esami tutta la notte. In continuazione arrivano campioni. A me sembra una follia. Si è scambiata un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri. Questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico. I miei angeli sono stremati. Corro a portar loro la colazione. Oggi la mia domenica sarà al Sacco. Vi prego, abbassate i toni! Serena domenica!", si legge in uno dei post che l'esperta aveva pubblicato nel corso della giornata di ieri, domenica 23 febbraio. A lei ha risposto immediatamente Roberto Burioni, il virologo che da giorni è presente in tv per spiegare l'evoluzione della situazione Coronavirus in Italia. "Attenzione a chi, superficialmente, dà informazioni completamente sbagliate. Leggete i numeri", aveva avvertito, aggiungendo: "Mai allarmismi, ma neanche si possono trattare i cittadini come bambini di 5 anni. Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal Coronavirus sarebbe poco più di un’influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero”.

Coronavirus in Italia: cosa ha detto Ilaria Capua

Mentre il numero dei contagi da Coronavirus continua a salire in Italia, sfondando quota 160, su Fanpage.it la virologa Ilaria Capua, attualmente in California, aveva messo in guardia dal possibile aumento di casi positivi al nuovo virus. “Chiamiamo le cose con il loro nome – ha scritto – questa che stiamo vivendo oggi, con sedici casi finora accertati in un giorno solo, è un’emergenza sanitaria che possiamo chiamare sindrome influenzale da Coronavirus. Influenzale, già. Perché questa infezione provoca nella stragrande maggioranza dei casi sintomi molto lievi e solo in pochi casi provoca effetti gravi. Esattamente come ogni normale influenza”.