Continuano le polemiche dopo la strage di Corinaldo, avvenuta la notte tra venerdì 7 e sabato 8 dicembre alla discoteca Lanterna azzurra, dove 6 persone sono morte e centinaia sono rimaste ferite in seguito al panico scatenato da uno spray urticante al peperoncino spruzzato sulla folla che attendeva l'inizio del concerto di Sfera Ebbasta. Una di queste riguarda proprio i numeri: quanta gente c'era nel locale quella sera? E, soprattutto, la tragedia si sarebbe potuta evitare se gli organizzatori dell'evento avessero rispettato le norme di sicurezza? A queste e ad altre domande stanno cercando risposte i genitori dei ragazzi coinvolti, che si sono riuniti in un gruppo per chiedere giustizia e fare luce sull'intera vicenda.

Le cifre ufficiali parlano di 680 biglietti venduti e 500 staccati, ma loro non sono dello stesso avviso. Secondo le testimonianze dei presenti, infatti, in quella sala ci sarebbero state oltre 1500 persone, alcune delle quali neanche registrate all'ingresso grazie all'utilizzo di un escomotage, come spiega Rosaria Diamantini, mamma di una ragazza di 15 anni e di un ragazzo di 16, che erano alla Lanterna azzurra la sera della strage. "Si sono salvati per miracolo – dice alle telecamere di Fanpage.it -. Uno in particolare se non si fosse aggrappato alla maniglia della porta sarebbe stato il primo a essere travolto dalla balaustra. Questi ragazzi sono stati calpestati, hanno visto cadaveri in terra, li hanno sentiti spirare. I signori che hanno gestito la serata hanno preso i soldi del biglietto e hanno fatto sì che non fossero al sicuro. Hanno ritirato la prevendita e gli hanno dato un tagliandino con su scritto il nome del locale, il numero e omaggio, che serviva semplicemente per ritirare la consumazione. Senza contare che ogni 20 ingressi ce ne era uno gratis. Se all'interno c'erano 1500 persone, almeno altre 200 erano lì senza aver pagato e quindi neanche registrate".

Sulla questione è intervenuto anche Corrado Canafoglia, il legale del gruppo costituito dai genitori dei ragazzi rimasti feriti alla Lanterna Azzurra: "Questa sala era omologata per 490 persone, ma in realtà siamo abbondantemente sopra i 1500 – sottolinea -. I ragazzi ci hanno raccontato di porte di sicurezza da cui non si poteva uscire, quindi sono stati convogliati tutti verso queste uniche due uscite, che si sono ben presto trasformate in una trappola mortale". Poi, analizza i costi di un evento del genere per supportare la sua tesi: "Un artista come Sfera Ebbasta non arriva lì per 1500 euro, ci sono cachet ben più elevati. Quindi con 400 paganti non si riescono a mettere insieme i soldi per pagarlo. Sono stati stampati circa 5 o 6mila biglietti, anche se ovviamente non tutti sono stati venduti. Abbiamo testimonianze di ragazzi che dicono che una volta che hanno comprato il biglietto, si sono presentati alla cassa e gli è stato trasformato in drink card, quindi quel biglietto scompare dal computo finale. In qualche modo, insomma, bisognava coprire quei costi".