Continua lo sciame sismico in Sicilia, oltre 170 scosse, Ingv: “Attivata nuova faglia ma nessun legame col vulcano Marsili”

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Proseguono anche oggi le scosse di terremoto a Largo della Sicilia settentrionale dopo l’evento sismico di magnitudo 5 registrato venerdì scorso. Finora sono state oltre 170 le scosse superiori a magnitudo 2. Ingv: “Sicuramente questa sequenza è legata ad una faglia che si è attivata”.

Non si ferma lo sciame sismico che sta interessando la zona al largo della costa della Sicilia settentrionale, nel mar Tirreno meridionale, a nord delle Isole Eolie, dopo il forte terremoto di magnitudo 5 registrato venerdì scorso. Anche oggi domenica 25 ottobre, nella stessa zona i sismografi hanno registrato nuove scosse, fortunatamente finora tutte sotto magnitudo 3. Secondo i rilievi dell'Ingv, dall'inizio della sequenza sismica,  sono state registrate oltre 170 scosse superiori a magnitudo 2 di cui quattro superiori a magnitudo 4 e due di magnitudo superiore a 5.

Il Servizio di Sorveglianza Sismica Nazionale dell’INGV però aveva iniziato a registrare già una serie di eventi prima del terremoto del 23 ottobre e in particolare dalla notte del 20 ottobre 2026 quando una serie di movimenti tellurici sono stati segnalati nella stessa area, a circa 30 km a nord-ovest di Alicudi. L’ultimo evento superiore a magnitudo 3 è avvenuto ieri 24 ottobre 2026, mentre l'ultima scossa registrata al momento questa mattina alle 9:37.

"Sicuramente questa sequenza è legata ad una faglia che si è attivata ma non c'è correlazione con l'attività del vulcano Marsili"  spingono dall'istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia facendo il punto sulla sequenza sismica in corso.

"L’area interessata dalla sequenza a ovest dell’arcipelago eoliano è caratterizzata da una tettonica complessa e da una sismicità crostale frequente. In quest’area sono frequenti anche terremoti superficiali associati a sistemi di faglia del Tirreno meridionale e della Sicilia nord-orientale legati al processo di apertura del bacino tirrenico" aggiungono gli esperti dell'Ingv, sottolineando che finora i terremoti più frequenti nell'area  si sono registrati più a est e più in profondità.

La sequenza sismica attuale invece è molto più superficiale anche non è stato possibile determinare con precisione l'ipocentro a causa della lontananza dalla più vicina stazione di rilievo dell'Ingv che è Alicudi, a circa 32 km dall'epicentro. In generale, la sismicità attuale sembra concentrarsi tra 10 e 15 km di profondità. In questa zona del resto è in atto un movimento convergente delle placche fino a 1,5 mm all'anno e che interessa tutta la costa della Sicilia settentrionale, da Ustica a Stromboli.

Nessun collegamento invece con il vulcano Marsili, il più grande vulcano sottomarino d’Europa e del Mediterraneo che viene chiamato in causa spesso quando si aggiustano terremoti in zona. "Sappiamo che il Marsili è interessato da un’attività idrotermale e da un’attività sismica a bassissima energia legata a eventi di fratturazione superficiale e a degassamento. Data la distanza geografica tra l’area interessata dalla sequenza sismica di questi giorni e il vulcano Marsili, circa 20 km, non si riscontra alcuna correlazione diretta" spiega l'Ing che aggiunge: "Inoltre, la tipologia di sorgente del terremoto di magnitudo 5 è di tipo compressivo mentre il Marsili è interessato da un vulcanismo legato a un fenomeno di tipo distensivo".

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